• unobravoteam

Affrontare l'ansia da contagio da Covid-19

Come affrontare l'ansia da contagio da Covid-19?

In questo particolare periodo storico, stiamo vivendo una situazione definita dagli epidemiologi come pandemia. Molte preoccupazioni possono accompagnarci durante l’arco della giornata, insieme a sintomi fisici quali: sudorazione, tachicardia, nodo alla gola, dolore o peso allo stomaco e tanti altri. Lo stare in casa senza avere un granché da fare, può aumentare l’attenzione selettiva su questi sintomi fisiologici accompagnati da una forte preoccupazione per la propria salute che può sfociare in vera e propria ansia.


In un articolo precedente abbiamo affrontato insieme il tema dell’ansia e del panico, cercando di capire cos'è realmente l’ansia. Oggi cerchiamo di capire invece come affrontare l’ansia da contagio del Covid-19 in particolare.




Primo passo: Riconoscere l'evento attivante


Il primo step da compiere è quello di riconoscere l’evento attivante del nostro stato ansioso. Per fare alcuni esempi di potenziali eventi attivanti in questo caso specifico della pandemia, possiamo elencare: guardare TG che parlano del virus, leggere notizie sull'aumento dei contagi, discutere in famiglia del contagio e discutere di conoscenti contagiati o a rischio, scorrere la Home page di Facebook e leggere stati su stati sul virus e sui deceduti, e tantissimi altri. Non mi stupirebbe se vi accorgeste che la vostra giornata sia piena di eventi attivanti: ormai si parla solo ed esclusivamente di questo argomento!


Bene, una volta individuati gli eventi attivanti bisogna comprendere che l’evento attivante porta con sé la cosiddetta inferenza che non è altro che un pensiero automatico di identificazione con l’altro che può portare a pensieri del tipo “potrei contagiarmi anche io", "potrei ammalarmi gravemente e morire", "potrei contagiare i miei cari” eccetera.

L’inferenza porta con sé altri due aspetti: la doverizzazzione e la terribilizzazione. La doverizzazione è accompagnata da pensieri quali “Devo assicurarmi al 100% di non essere contagiato”. La terribilizzazione, invece, porta con sé dei pensieri catastrofici come “Se vado a fare la spesa mi ammalo sicuramente e muoio”.



Conseguenze emotive e comportamentali


Doverizzazione e terribilizzazione possono portare a delle conseguenze emotive e comportamentali. La paura può infatti essere accompagnata da una fortissima sensazione di ansia e, di conseguenza, a livello comportamentale si iniziano a mettere in atto diversi comportamenti tra i quali: lavarsi compulsivamente le mani centinaia di volte al giorno, controllare ossessivamente le notizie, rimuginare in cerca di una via d’uscita, igienizzare la casa molte volte al giorno. Questi comportamenti riescono a placare l’ansia per pochi minuti, dandoci una illusione di controllo ma in realtà non fanno altro che rinforzarla, inoltre non sempre si mettono in atto comportamenti che realmente vanno a ridurre il rischio di contagio, a causa purtroppo di fake news e malainformazione.

E’ importante tenersi informati sulle fonti giuste, lavare le mani e igienizzare gli ambienti, ma farlo centinaia di volte al giorno serve soltanto ad alimentare la nostra ansia.



Proviamo a fare un esempio pratico di questi steps appena spiegati:


1. Leggo un post su Facebook che narra la triste storia di una ragazza che ha perso entrambi i genitori, vittime del Covid-19 (evento attivante).

2. Durante o successivamente alla lettura, vivo sintomi fisiologici dell'ansia (ansia).

3. In automatico, immagino che quella ragazza potrei essere io e che quindi anche io potrei perdere entrambi i miei genitori (inferenza).

4. Di conseguenza, potrei mettere in atto comportamenti eccessivi quali igienizzare tutto compulsivamente, lavarmi centinaia di volte le mani e fare continue telefonate ai miei genitori per controllare il loro stato di salute per assicurarmi al 100% che ciò che temo non accada (doverizzazione).

5. Potrei trovarmi in un circolo vizioso di pensieri ansiogeni e mi si possono presentare scenari terribili nei quali perdo tutta la mia famiglia o io stessa mi ammalo e vengo trattenuta in ospedale senza la possibilità di vedere i miei cari (terribilizzazione).



Capire come agire


Una volta individuati i fattori che portano a questo circolo vizioso, bisogna capire come agire per evitare di alimentare il nostro stato ansioso.

Riconosciuti eventi attivanti e inferenze, un secondo step è quello di sostituire pensieri disfunzionali come “potrei contagiarmi” con altri pensieri quali “se rispetto le regole, le probabilità di contagiarmi sono basse, di ammalarmi gravemente ancora meno, di morire sono vicine allo zero”. Impariamo a rispondere a doverizzazione e terribilizzazione, le quali come abbiamo detto portano a formulare pensieri quali “devo assicurarmi al 100% di non essere contagiato” o “se mi ammalo morirò sicuramente”.


Prima di tutto chiediamoci quanto sia possibile e logico avere il 100% della certezza di non essere contagiati e così avere il famoso controllo della situazione: ottenere questa certezza è impossibile e tutti i comportamenti che potremmo mettere in atto per riuscire ad ottenerla non faranno altro che aumentare la nostra ansia visto che, appunto, in nessun caso possiamo ottenere il controllo.

In secondo luogo, pensieri catastrofici come quelli di morte non sono utili poiché ci fanno vedere soltanto il problema. Piuttosto che focalizzarci sul problema, proviamo a concentrare il nostro focus sulla soluzione e su cosa possiamo fare di positivo, cosa è nelle nostre mani per cambiare realmente la situazione.




Sana preoccupazione e comportamenti funzionali


Rispondere efficacemente a pensieri disfunzionali, ci aiuta a modificare l’ansia che proviamo, di conseguenza, essa diventerà una sana preoccupazione, e i comportamenti compulsivi d’igiene, informazione, igienizzazione ecc, diventeranno dei comportamenti funzionali che non avranno più come scopo quello di ridurre la nostra ansia, ma realmente di proteggerci dal contagio senza il bisogno di ripeterli ossessivamente centinaia di volte al giorno.


Se ti rendi conto di avere un problema a gestire la tua ansia da solo, rivolgiti ad Unobravo: nel nostro team ci sono diversi professionisti specializzati in difficoltà legate all'ansia pronti ad aiutarti a distanza, online.


Dott.ssa Corena Pezzella

Membro del team di Unobravo

Psicologa cognitivo-comportamentale

https://www.unobravo.net/corena-pezzella-psicologa