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Anorgasmia femminile: cos’è e come superarla

Oggi, a differenza di diversi anni fa, (per non parlare di un secolo fa!) si assiste a una sempre maggiore apertura e attenzione alle problematiche specifiche della sfera sessuale femminile, tra le quali è frequente l’anorgasmia femminile.


La sessuologia e la psicologia hanno messo in luce una variegata e sfaccettata multifattorialità e multidimensionalità circa le motivazioni che non permetterebbero di vivere a pieno una vita sessuale. Proprio questa multifattorialità e l’elevata soggettività nel vivere la propria sessualità e dare un proprio “significato” al piacere e all’orgasmo, hanno reso particolarmente intrigante la ricerca per capire e trovare trattamenti sempre più efficaci e personalizzati.



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Che cos’è anorgasmia femminile?


Secondo una ricerca americana, l’anorgasmia sarebbe il secondo disturbo più comune della sfera sessuale segnalato dalle donne. In cosa consiste?


Il termine medico anorgasmia indica la difficoltà a raggiungere l'orgasmo dopo un’adeguata stimolazione sessuale, e vale sia per gli uomini sia per le donne. È importante comprendere che l’anorgasmia non è assenza di piacere ma fa riferimento esclusivamente all’assenza di orgasmo.


Da un punto di vista femminile, la caratteristica che spesso ricorre nella descrizione fornita è un persistente o ricorrente ritardo o assenza dell’orgasmo, dopo una normale fase di eccitazione sessuale, quindi un’inibizione specifica della componente orgasmica all’interno di una relazione sessuale.


Anorgasmia femminile primaria e secondaria


Solitamente si distingue tra:

  1. anorgasmia primaria, se il disturbo è sempre stato presente, sin dal principio della vita sessuale della donna;

  2. anorgasmia secondaria, se compare in un secondo momento, dopo un periodo in cui non si sono riscontrati problemi sessuali.


Anorgasmia generalizzata e situazionale


Un’ulteriore classificazione introdotta è quella che distingue tra anorgasmia generalizzata e anorgasmia situazionale. La prima disfunzione è sempre presente e limita in modo assoluto il raggiungimento dell’orgasmo coitale e clitorideo. La seconda, invece, fa riferimento alla difficoltà nel raggiungere l’orgasmo in specifiche situazioni o con particolari tipi di stimolazione, non precludendo del tutto il raggiungimento dell’orgasmo.


In alcuni casi, quindi, l’anorgasmia fa riferimento per di più all’impossibilità nel raggiungere l’orgasmo durante la penetrazione (anorgasmia coitale), in altri casi si assiste a una più generalizzata forma in cui la donna non riesca a raggiungere l’orgasmo e, spesso, non l’ha mai provato nella sua vita.





Cause dell’anorgasmia femminile


L’anorgasmia sembrerebbe essere una reazione complessa a vari fattori fisici, emotivi e psicologici. La difficoltà in una di queste aree può influire sulla capacità di raggiungere l’orgasmo. Ma vediamo meglio quali potrebbero essere queste cause, in modo da fornire un quadro chiaro di riferimento.


Anorgasmia femminile: le cause fisiche:


Tra le principali cause fisiche dell'anorgasmia femminile troviamo:

  1. malattie gravi (come la Sclerosi multipla e il Morbo di Parkinson), i cui effetti possono ostacolare l’orgasmo;

  2. problemi ginecologici: interventi chirurgici ginecologici (isterectomia e interventi di chirurgia oncologica) possono influenzare l’orgasmo e possono accompagnarsi a rapporti sessuali dolorosi;

  3. assunzione di farmaci che possono inibire l’orgasmo, inclusi farmaci per la pressione sanguigna, farmaci antipsicotici, antistaminici e antidepressivi, in particolare inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI);

  4. alcol e fumo: l’assunzione di troppo alcol o sigarette può ostacolare la possibilità di raggiungere l’orgasmo, limitando l’afflusso di sangue agli organi sessuali:

  5. invecchiamento: col naturale avanzare dell’età e i normali cambiamenti anatomici, ormonali, neurologici e del sistema circolatorio, si può assistere a difficoltà nella sfera sessualità. Il calo di estrogeni durante il passaggio alla menopausa e i sintomi della menopausa come sudorazioni notturne e cambiamenti di umore, possono avere un impatto sulla sessualità femminile.



Anorgasmia femminile: le cause psicologiche:


Tra le principali cause psicologiche dell'anorgasmia femminile rientrano:

  1. ansia e depressione: l’ansia può essere la causa della difficoltà al raggiungimento di un orgasmo, in particolare pensieri ricorrenti riguardo la propria prestazione a letto, preoccupazioni circa il divertirsi e l’eccitarsi. La depressione può essere motivo di bassi livelli di libido e problemi nel raggiungere l’orgasmo;

  2. difficile accettazione della propria immagine corporea;

  3. stress e pressioni lavorative;

  4. credenze culturali e religiose: i fattori culturali e religiosi giocano un ruolo cruciale. Ad esempio, alcune religioni inducono l’idea che il sesso sia solo un dovere coniugale legato esclusivamente alla riproduzione e che provare piacere fuori da questa finalità sia peccato;

  5. senso di vergogna;

  6. senso di colpa per il provare piacere durante il sesso;

  7. abuso sessuale e/o violenza intima del partner;

  8. mancanza di connessione con il partner e scarsa comunicazione dei propri bisogni. La mancanza di armonia all’interno della coppia, di affiatamento e rispetto reciproco è una delle maggiori cause di anorgasmia femminile;

  9. infedeltà e/o mancanza di fiducia.



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Cosa fare per superare questa difficoltà e avere una vita sessuale appagante?


Il metodo elettivo comunemente usato per affrontare l’anorgasmia è la psicoterapia. Sempre più spesso si conducono percorsi di coppia che coinvolgono anche il partner e che mirano a migliorare la comunicazione e risolvere conflitti di lungo corso all’interno della coppia.


Attraverso un percorso duale, non solo alla donna è dato modo di conoscere maggiormente se stessa e affrontare tematiche quali la paura dell’orgasmo e l’eccitazione, ma si permette al partner un percorso di conoscenza ed esplorazione della sessualità femminile, mettendo in luce peculiarità della sessualità di entrambi i partner. Il trattamento può essere un processo di lunga durata, ma ciò non deve demoralizzare.


Attraverso un accesso graduale al proprio vissuto emotivo ci si sentirà man mano liberati da vincoli interiori che tenevano ancorati a sentimenti di impotenza e squilibrio. Nel caso in cui venga riscontrata una componente depressiva, sarebbe opportuno coadiuvare la psicoterapia con una terapia farmacologica adeguata di sostegno.



Dott.ssa Fabrizia Gentile

Membro del team di Unobravo

Psicologa ad orientamento Psicoanalitico Relazionale

https://www.unobravo.net/team/dott.ssa-fabrizia-gentile

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