• unobravoteam

Arte e psicologia: la Giornata Internazionale del Tango

Ogni anno, l’11 dicembre, si celebra la Giornata Internazionale del Tango, in occasione della ricorrenza della nascita di due grandi musicisti: Carlos Gardel, nato l'11 dicembre del 1890, e Julio de Caro, nato l'11 dicembre del 1899.



Perchè una Giornata Internazionale del Tango?


L’11 dicembre di quest’anno segna i 130 anni della nascita di Carlos , soprannominato il “Morocho del Abasto”("il brunetto di Abasto"), poiché trascorse la sua gioventù a Buenos Aires nei pressi del mercato del quartiere di Abasto.


Charles Romuald Gardel, nato a Tolosa nel 1890 e cresciuto a Buenos Aires, divenne una delle più grandi voci nel tango del XX secolo. Nonostante la sua breve vita, ha lasciato un'impronta artistica indelebile nella cultura argentina e mondiale; ora un in tutto il mondo è simbolo del tango e dell’Argentina. I suoi amori, la sua Buenos Aires e i suoi drammi sono stati fonte d’ispirazione e trasformazione in poesia, in speranza, in tango del alma.


Questa data ricorda anche la nascita di Julio De Caro, grande violinista, direttore d'orchestra, compositore ed arrangiatore, riconosciuto universalmente come una delle figure più creative nel mondo del tango della seconda decade del XX secolo.




Leggi anche: Dentro l’intimità: tra sé e l'altro 


Che cos’è il Tango?


Il tango è la testimonianza storica e culturale di un paese complesso come l’Argentina, ma è soprattutto un’espressione artistica universale, che nasce da culture e genti diverse e che si nutre di sentimenti eterni come la malinconia, la nostalgia, la sensualità, la passione, la rabbia.

“Il tango è un pensiero triste che si balla”

Jorge Luis Borges


A differenza di altre espressioni artistiche, il tango crea un universo a sé stante con regole sociali e di comportamento interne al proprio mondo che riflettono ogni suo elemento, dalla musica all'abbraccio intrinseco del ballo. La vita dei ballerini di tango è una vita di passione e di ritmo.



Il Tango come espressione, comunicazione e condivisione


Nelle notti di Milonga, in locali dalle luci soffuse, ballerini e ballerine si scambiano abbracci di passione sulle note di una musica che li avvolge e li circonda. Immergersi in questo mondo apre le porte alla propria anima, ai propri desideri, ai propri sentimenti. Il corpo si lascia trasportare dai tempi della musica e riesce a liberarsi dalle proprie catene dell'imbarazzo.


Il nostro corpo e la nostra anima entrano in contatto con nuove persone, probabilmente sconosciute fino ad un momento prima, attraverso un semplice scambio di sguardi, che porta a condividere tutto quello che siamo in grado di trasmettere attraverso il contatto.


Comunicare attraverso il corpo


Il tango rappresenta l'incontro di due persone che condividono un momento e creano un ponte di comunicazione con l’altro. Pensare solo a sé stessi non è possibile nel tango: la comunicazione tacita, corporea è fondamentale per riuscire a godere a pieno della magia di questo mondo.


Si comunica con il corpo, e non si intende solo quella particolare forma di segnali (marcas) che l’uomo dà per guidare la donna, ma tutta la trasmissione di sentimento, evocato dalla musica, che scorre da un corpo all’altro senza soluzione di continuità (da “Il Tango sentimento e filosofia di vita” di Elisabetta Muraca).

Nel tango non c'è spazio per l'egocentrismo e l'egoismo, bisogna dare per ricevere e ascoltare per parlare, altrimenti semplicemente: non funziona. È necessario ascoltarsi e ascoltare l’altro per creare una connessione e uno spazio comune che rispetti entrambe le individualità della coppia.



Leggi anche Dall'innamoramento all'amore maturo: le fasi evolutive della coppia


Il tango come metafora della relazione di coppia


Possiamo pensare all’incontro tra due persone nel tempo brevissimo di un tango come lo spazio necessario per riconoscere il modo che ognuno ha di entrare in relazione, dove l’ascolto del proprio partner è indispensabile anche per il proprio benessere.


Pensare al tango come ad un “condensato” della relazione di coppia dove per danzare ognuno ha bisogno di incontrare sé stesso prima di incontrare l’altro. Imparare a lasciare i giusti spazi all’altro, nel tempo di un tango, ci spinge a riflettere anche circa gli spazi nella relazione: c'è bisogno di aspettare il proprio partner e ascoltarlo per riuscire a connettersi con lui, per riuscire a sentirlo e ad andare avanti.


Il tango ci insegna a condividere, ci insegna che non siamo soli, ci ricorda che siamo in due, ci insegna ad aprirci e a lavorare insieme per raggiungere obiettivi e desideri comuni.


Tango è camminare insieme, ma per camminare insieme è necessario innanzitutto stare in piedi anche da soli, essere autonomi, e desiderare di trovare l’altro per procedere insieme il percorso.


Così come nel tango, anche la relazione di coppia funziona solo se è paritaria, se c’è accordo ed equilibrio tra il dare e il ricevere, in un continuo bilanciamento e adattamento a sé e all’altro.

L’altro diventa occasione per sperimentare un’unione ed una completezza condivisa mantenendo sempre le proprie diversità.





Dott.ssa Carolina di Liberto

Membro del team di Unobravo

Psicologa ad orientamento psicoanalitico

https://www.unobravo.net/carolina-di-liberto-psicologa

Post recenti

Mostra tutti