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Cambiare lavoro: non è mai troppo tardi

Se stai leggendo questo articolo probabilmente stai vivendo un periodo in cui ti domandi se il tuo lavoro attuale ti soddisfi davvero, oppure se non sia il caso di cercare nuove opportunità.

Quante sono le persone che amano il proprio lavoro? Basta porre la domanda ai propri conoscenti, per rendersi conto che non tutti riescono a far coincidere passione e lavoro.

Capita spesso, infatti, di “accomodarsi” in un lavoro che col tempo diventa sempre meno soddisfacente e stimolante. D’altra parte, spesso questo lavoro rappresenta una fonte di reddito necessaria e fa sentire “al sicuro”.


Il nostro lavoro può quindi diventare una sorta di “trappola dorata” che ci fornisce delle sicurezze, ma contemporaneamente ci impedisce di crescere professionalmente, di sviluppare nuove competenze, di mettere a frutto la nostra creatività oppure più semplicemente di fare quello che amiamo.



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Come scegliere il proprio lavoro

Per questo motivo è importante svolgere una professione che sia “nelle nostre corde”, cioè che incontri le nostre attitudini. Alcuni esempi:

  • se sono una persona molto dinamica probabilmente soffrirò a svolgere un lavoro sedentario;

  • se sono un creativo, patirò un lavoro esecutivo, routinario e impostato da altri;

  • se amo relazionare con le persone, mi troverò male in un lavoro di back office;

  • se sono una persona introversa e timida, soffrirò una posizione di front office a stretto contatto col pubblico.

Quando è necessario cambiare lavoro?

Per scegliere il proprio lavoro bisognerebbe quindi sempre partire da sé stessi e domandarsi cosa ci piace fare e cosa ci viene meglio. Spesso però la scelta della professione risale ad un periodo passato e in alcuni casi non è stata una scelta spontanea, ma consigliata da altri (ad esempio, i familiari). Ecco come mai può accadere di trovarsi a 30 o 40 anni con un lavoro che “sta stretto” o che non da più alcuna soddisfazione.


Molte delle persone che vivono questa situazione non riescono a prendere la decisione di cambiare lavoro. Ciò che frena è la paura di uscire dalla zona di comfort, spesso legata a una scarsa conoscenza del mercato del lavoro esistente e delle proprie risorse.


É vero che talvolta per cambiare lavoro bisogna fare dei compromessi, come accettare un luogo di lavoro più distante da casa, oppure rinunciare ad alcuni privilegi acquisiti negli anni, tuttavia questi sono più facilmente sopportabili rispetto ad un lavoro che non piace.

Alcuni motivi per cambiare lavoro


Alcune situazioni sono spie che ci indicano che dovremmo metterci in moto nella ricerca di una nuova occupazione. Uscire dalla zona di comfort significa mettersi in gioco, affrontare le proprie paure, rischiare e aprirsi al cambiamento. Ecco 7 spie che segnalano la necessità di cambiare lavoro:

  1. La mattina ti svegli sempre preoccupato e in ansia pensando di dover andare a lavorare.

  2. Durante la giornata lavorativa guardi continuamente l’orologio e non vedi l’ora di uscire.

  3. Senti di aver appreso tutto il possibile e non vedi spazi di crescita né a livello gerarchico né a livello di nuove mansioni.

  4. Non sei soddisfatto della tua retribuzione o della mansione che svolgi.

  5. Ci sono problemi relazionali all’interno del team/azienda in cui lavori, che ti fanno sentire fortemente a disagio.

  6. Dopo il lavoro arrivi sempre a casa stanco, sfinito e con dolori somatici (es. mal di testa, mal di stomaco) riconducibili allo stress lavorativo.

  7. Non riesci a concentrarti sul tuo lavoro, sei sempre disattento pensi ad altro e non hai stimoli.


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Insoddisfazione lavorativa e problemi psicologici

Il lavoro è un aspetto fondamentale della nostra vita e spesso occupa gran parte del nostro tempo. Il tempo impiegato nelle attività lavorative varia anche a seconda della nazione in cui viviamo.


Secondo l’ultimo report dell’OCSE un lavoratore in Italia è impiegato in media per 1.730 ore l’anno, l’equivalente di 33 ore a settimana.

Un dato che colloca l’Italia nella 20^ posizione della classifica, in testa alla quale figura il Messico, dove ogni anno si lavora per 2.255 ore, circa 43 a settimana. La nazione dove si lavora meno ore è la Germania con 1.363 ore l’anno, una media di 26 ore a settimana.

In ogni caso, anche se lavoriamo meno ore, svolgere quotidianamente un lavoro che non soddisfa, non interessa e in alcuni casi che non piace affatto, rischia di renderci frustrati e nel peggiore dei casi, se si tratta di lungo periodo, può anche determinare disturbi psicologici e somatici, come ad esempio disturbi dell’umore e disturbi d’ansia.


Cambiare lavoro in 5 mosse


Se desideri cambiare lavoro ma non sai bene come muoverti, né da dove partire per iniziare a cercare una nuova strada professionale, ecco 5 passi da seguire:

Fase 1: Definisci il tuo obiettivo

Parti da te, definisci il tuo obiettivo, poi ragiona sulle strade per raggiungerlo. Dedica ogni giorno un po’ di tempo per pensare a cosa vorresti cambiare nel tuo lavoro.

Fase 2: crea gli strumenti necessari

Aggiorna il tuo curriculum vitae, crea una lettera di presentazione, cura i tuoi profili social (in particolare Linkedin) ed espandi la tua rete di contatti.

Fase 3: esplora il mercato

Esplora il mercato del lavoro di riferimento e informati sulle Aziende di tuo interesse. Non sempre la scelta di essere dipendente è quella giusta, magari la tua strada prevede un percorso da freelance, in questo caso informati su come avviare il nuovo lavoro.


Fase 4: Passa all’azione

Realizza la strategia che hai progettato. Questo può voler dire, ad esempio, iniziare ad inviare delle candidature alle Aziende di interesse, oppure mettersi in contatto con Head Hunter o Agenzie per il Lavoro, o ancora cercare annunci di lavoro on line. Tieni sempre traccia in un apposito file delle azioni svolte: ti aiuterà a monitorare i tuoi sforzi e ad avere consapevolezza dei passi compiuti.


Fase 5: Datti tempo

“Cercare lavoro è un lavoro”: ci vuole impegno, perseveranza e costanza. Se dopo 6 mesi non hai ottenuto risultati, fai un bilancio delle azioni svolte. Potresti accorgerti che:

  • non stai utilizzando i canali giusti

  • il tuo profilo non è fatto in modo ottimale

  • stai cercando un lavoro che non è richiesto sul mercato locale

  • ti mancano delle competenze.

In questo caso, informati sulla possibilità di ricevere un supporto gratuito o a pagamento da parte di professionisti del settore.


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Ultime considerazioni


In conclusione, se pensi di non essere appagato dalla tua situazione lavorativa, esplora la possibilità del cambiamento. Se noti delle resistenze e senti di essere bloccato, puoi chiedere un supporto ad uno psicologo.


Ricorda che cambiare lavoro non vuol dire buttarsi senza paracadute da un aeroplano, significa partire dalla consapevolezza di sé, delle proprie attitudini e dalla conoscenza del mondo del lavoro, per progettare una carriera professionale stimolante e appagante.





Dott.ssa Alice Redoano

Membro del Team di Unobravo

Psicoterapeuta Cognitivo-comportamentale

https://www.unobravo.net/alice-redoano-psicoterapeuta