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Capodanno: una giornata per la pace


Nell'inaugurare il 2021 celebriamo la 54ma giornata mondiale della pace, ricorrenza istituita dalla Chiesa cattolica, allo scopo di dedicare il giorno di Capodanno alla riflessione e alla preghiera per la pace.


La pandemia, e gli altri eventi che hanno segnato il cammino dell’umanità nel 2020, come i cambiamenti climatici, mettono in luce la grande “dispersione di risorse” per le armi, “in particolare per quelle nucleari”, che potrebbero essere utilizzate per “la promozione della pace e dello sviluppo umano integrale, la lotta alla povertà, la garanzia dei bisogni sanitari”.


Quest'anno la riflessione di Papa Francesco si è incentrata sull'importanza di promuovere “La cultura della cura come percorso di pace”



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Che cosa significa prendersi cura?


"Prendersi cura" non significa solo fornire assistenza, attraverso, ad esempio, la somministrazione di medicinali. Avere cura significa avvicinarsi agli altri, al loro corpo e alla loro vita, ascoltando la loro sofferenza, come si impara ad ascoltare un cuore che batte.


L’essenza della cura:

«Consiste nell’essere una pratica e accade in una relazione, è mossa dall’interessamento per l’altro, orientata a promuovere il suo ben-esserci; per questo si occupa di qualcosa di essenziale per l’altro».

Come fa un buon insegnante, per esempio, con un gran dispendio di energie ma ottenendo in cambio una restituzione di senso che non ha uguale. E che lo fa sentire bene: ben-essere.


«La cura non è un sentimento o un’idea ma un atto, perché è qualcosa che si fa nel mondo in relazione con altri».

Noi esseri umani non nasciamo mai da soli, ma in mezzo a una moltitudine: quando un essere umano comincia a esistere, di fatto comincia a coesistere.

«Essere consapevoli di avere bisogno di abbracci e di carezze, di una parola gentile e di uno sguardo benevolo è una cosa umanamente vitale. Sentirsi dentro una relazione di cura è una necessità ineludibile che ci accompagna per tutto il tempo della vita».


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Prendersi cura: cosa lo mette in moto?


La cura ha origine dall'individuazione di uno stato di bisogno e dalla volontà di soddisfarlo. Cosa ci muove a fare questo?

«L’interesse per l’altro. Guardarlo sentendosi in connessione con lui, cogliere la sua situazione di necessità. Ma identificare i bisogni non è semplice. È facile individuare le necessità biologiche, però c’è anche molto altro».

Eppure, nella pratica, la cura è continuamente svilita. Ce lo ha ben evidenziato il periodo che stiamo vivendo. Aver cura dei nostri bambini, della loro istruzione, della necessità di giocare. Aver cura della salute psicologica in un periodo di estrema vulnerabilità. Una società fatta di numeri e di scelte consumistiche con poco interesse alla cultura della cura. Eppure guardare l'altro ci dà la possibilità di guardare noi stessi e i nostri bisogni, così da prendercene cura.


Non si può quindi separare il concetto di pace e fratellanza da quello di cura. Oggi, più che mai è necessaria una riflessione su questo tema. Per questo oggi più che mai auguriamo buon anno di cura a tutti!






Dott.ssa Diana Massa

Membro del Team di Unobravo

Psicoterapeuta Fenomenologica Esistenziale

https://www.unobravo.net/diana-massa-psicoterapeuta

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