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Cosa vuoi che sia una canzone...


Le canzoni, ovvero il connubio indissolubile tra parole e musica, sono presenti nella storia degli esseri umani già dalla vita uterina con esiti davvero eccezionali per la creazione di una relazione sana e profonda tra madre e bambino.


Durante il ciclo di vita, esse ci accompagnano nelle diverse tappe fondamentali: chi non ricorda la canzone che ha accompagnato il nostro primo bacio o la canzone che ha segnato la fine di una relazione importante, la nascita di un’amicizia o la dipartita di una persona a noi cara?



Perché la musica ci tocca così profondamente?


L’ascolto di una canzone per noi significativa provoca nel nostro cervello delle modificazioni chimiche che favoriscono la produzione di nuove sinapsi.

Riascoltare una canzone che ci piace particolarmente, inoltre, permette la produzione di endorfina e dopamina, più comunemente conosciuti come “ormoni della felicità”, legati a processi di auto gratificazione.



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Perché siamo più inclini ad ascoltare canzoni tristi?


Il potere evocativo di una canzone può essere così forte, pregnante e permeabile a livello del derma da suscitare nel fruitore non solo una semplice immedesimazione, ma anche una reazione fisiologica immediata come aumento del battito cardiaco, pelle d’oca o lacrime.


Immedesimarci in un testo musicale che esprime emozioni spiacevoli note (ma riferite al passato), può farci rivivere quelle stesse emozioni dolorose senza esserne sopraffatti. Ciò è confermato anche dallo studio condotto da Kawakami e colleghi (2013), secondo il quale la musica triste viene prescelta maggiormente perché è capace di evocare sia emozioni positive che negative, riequilibrando e ridimensionando emozioni vissute in passato come troppo forti e pervasive.


Cosa può fare per noi la musica?


Oltre alla funzione emotiva e a quella catartica, le canzoni sono fondamentali per il nostro benessere psichico. Ecco i 4 principali benefici della musica a livello psicologico:


  1. Promuovere l’empatia: l’ascolto attivo di un testo che narra un’emozione da noi provata, ma con conseguenze diverse, è in grado di promuovere la capacità di mettersi “nei panni dell’altro”, sospendendo il giudizio e incentivando la creazione di un legame autentico;

  2. Creare ponti relazionali: la musica crea un contatto emotivo tra individui e promuove dinamiche di cooperazione e non di competizione, affinché lo “stare con l’altro” assuma connotazioni di appartenenza relazionale anziché di dipendenza.

  3. Aumentare la resilienza: fare in modo che un particolare evento traumatico non ci spezzi, ma ci consenta, piuttosto, di cambiare forma traendo da esso insegnamenti e risorse;

  4. Attivare un cambiamento morfogenetico: è l’unica forma di cambiamento capace di far fare all’individuo un salto evolutivo: il vecchio e il nuovo si integrano in un equilibrio capace di non vacillare di fronte a nuove sfide.


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Musica e psicoterapia


L’utilizzo della musica in psicoterapia può essere funzionale per diverse problematiche, quali:

  • stanchezza e stress psicologico, poiché facilita il rilassamento e la riduzione dello stress;

  • traumi di varia natura come lutti e violenze, poiché lavora su un canale più profondo permettendo il riemergere di ricordi negativi;

  • problemi emotivi e comportamentali;

  • dipendenze;

  • malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer, facilitando il recupero di ricordi appartenenti al passato e alla propria identità.


La musica quindi può davvero "salvarti sull’orlo del precipizio". È fondamentale, però che ci sia qualcuno ad indicarcelo, questo precipizio, qualora non avessimo la lucidità necessaria per scorgerlo: ecco che una relazione terapeutica autentica, attraverso l’aiuto delle canzoni può davvero rappresentare lo studio di registrazione ottimale dove emozioni e pensieri possono dar luogo a parole e melodie del tutto nuovi.






Dott.ssa Magda Cacchione

Membro del team di Unobravo

Psicoterapeuta sistemico-relazionale https://www.unobravo.net/magda-cacchione-psicoterapeuta