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Donne, sessualità e prevenzione: l'endometriosi

Aggiornato il: 12 nov 2019

Parlando di benessere e qualità della vita percepita e vissuta da ogni persona, il concetto di prevenzione è estremamente importante. Perché direte voi?

Perché nonostante i passi da gigante effettuati dalla medicina, essere preparati a riconoscere una patologia e quindi poterla trattare dai suoi primi stadi, aumenta la probabilità di un decorso positivo della patologia stessa.


Riguardo l'endometriosi, ad esempio, la prevenzione è molto importante in quanto la conoscenza della patologia è generalmente molto scarsa ed è è in molti casi diagnosticata in ritardo, comportando una serie di complicazioni nella cura della patologia stessa e conseguenze negative sul benessere della donna e sulla sua vita sessuale.


L'endometriosi è una patologia ginecologica cronica caratterizzata dalla presenza e dalla crescita di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina. Come riportato dal Ministero della Salute nel 2017, in Italia circa il 5% delle donne sono affette da endometriosi, si stima quindi un totale di circa 3 milioni di casi di endometriosi, nei vari stadi clinici. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d'età più basse.

Le cause della sua comparsa sono ancora incerte (probabilmente un mix di fattori immunologici, ormonali, genetici e ambientali).



Come riconoscerne i sintomi?


Il sintomo riscontrato con maggior frequenza nelle donne affette da endometriosi è il dolore cronico, in particolare:

· Dolore pelvico, soprattutto in fase peri-mestruale;

· Mestruazioni dolorose (dismenorrea);

· Dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia), accentuata soprattutto nel periodo pre e post mestruale;

· Irregolarità dei cicli mestruali con sanguinamenti anomali;

· Dolore alla defecazione;

Raramente (20-15% dei casi) l’endometriosi è asintomatica.


Uno strumento molto importante di diagnosi è l'ecografia trans vaginale. La procedura che meglio di ogni altra permette di rilevare l'endometriosi e di stadiarla è la laparoscopia.


A causa della scarsa conoscenza della patologia, l’endometriosi è in molti casi diagnosticata in ritardo, dai due ai dieci anni successivi al suo insorgere, comportando una serie di complicazioni. Attualmente non vi è una terapia definitiva ma si punta ad agire sul dolore attraverso l’uso di analgesici e contraccettivi ormonali per inibire la crescita delle cisti, o in altri casi si opta per un intervento chirurgico con l’asportazione dell’endometrio in laparoscopia.


Per le sue caratteristiche, l’endometriosi impatta inevitabilmente la qualità della vita del singolo e della coppia. Le donne spesso riportano depressione, ansia generalizzata, difficoltà emotive e sintomi ossessivo-compulsivi. Il sesso e l’intimità sono le aree che ne risentono maggiormente, non solo per la presenza di dispareunia (dolore durante i rapporti) ma anche per il basso funzionamento sessuale associato ai sintomi depressivi, talvolta influenzato anche da un atteggiamento poco supportivo del partner a causa della generale scarsa conoscenza delle difficoltà correlate alla patologia.



Sapevate che:


· Esiste una community su Facebook per discutere, confrontarsi e parlare di Endometriosi a cura della Fondazione Italiana Endometriosi? Questa è nata nel 2007 con l’intento di implementare la ricerca su tale patologia. Sito: https://www.facebook.com/groups/endometriosi


· Periodicamente è bene sottoporsi ad una visita ginecologica di routine con ecografia e pap-test (almeno ogni 2 anni) per verificare il proprio stato di salute sessuale e condurre una corretta prevenzione.


· Ogni anno, in date prestabilite, diversi centri e ospedali italiani offrono visite ginecologiche gratuite. Per conoscere queste date, monitora il sito della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia: https://www.sigo.it/



Dott.ssa Martina Truppo

Membro del team di unobravo

Psicologa, Consulente Sessuologa e Specializzanda in Psicoterapia

www.unobravo.net/martina-truppo-psicologa