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Emozioni e reazioni al coming out

Scoprire di essere differenti dai propri coetanei, dagli amici ed anche dai propri familiari produce spesso un forte disorientamento e una difficoltà ad accettare le emozioni che si provano. La capacità di vivere serenamente la propria sessualità è spesso minacciata da sentimenti di vergogna e di colpa, che portano a difficoltà nell'accettazione e, di conseguenza, nello svelamento del proprio orientamento sessuale: il coming out.


Quello del coming out è uno dei momenti cruciali per ogni persona omosessuale, momento in cui deve decidere se e come dirlo ai propri cari. Questo momento, solitamente, è fonte di notevole ansietà; tant’è che spesso risulta molto più appetibile l’idea di persistere nel segreto o nel taciuto.


Quali sono le emozioni che contraddistinguono lo svelamento? E quali i timori relativi a fantasticate reazioni? Come effettivamente reagisce il mondo che ci circonda? Scopriamolo insieme.



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Coming out: timore del rifiuto e atteggiamenti diffusi


Il timore del rifiuto per la propria omosessualità, anche da parte dei familiari più vicini, è così tanto frequente da rendere la scelta della comunicazione del segreto una prova decisiva che viene affrontata generalmente secondo modalità diverse.


Tra gli atteggiamenti più diffusi ritroviamo:

  1. l'esibizione spavalda;

  2. la confessione remissiva;

  3. la permanenza nel segreto.


Non è difficile riconoscere a tutte un sottofondo comune: l'ansia sul tipo di risposta che si avrà. Solitamente, il timore generale è che l'omosessualità vada oltre la capacità dei genitori, e dei familiari tutti, di dare amore incondizionato; ed è un timore così tanto incistato nel tessuto sociale da spingere molti a sentirsi in colpa e condannati al disconoscimento e al non-amore.


Tale timore, che potrebbe essere fugato nel tempo, viene invece spesso potenziato dalle reazioni a caldo di quanti - per esempio i fratelli - diffidano il ragazzo dal dirlo ai genitori, pensando di svolgere una funzione protettiva, mentre invece ne svolgono una inibente. Attenzione dunque, l’eccessiva protettività non sempre è una risorsa, anzi!



Coming out: quali reazioni aspettarsi?


Le reazioni allo svelamento della propria omosessualità possono essere svariate e vanno distinte in due componenti:

  1. personali, intrapsichiche;

  2. pubbliche, più interpersonali.


Per quanto riguarda le reazioni a livello personale, non va trascurato il ruolo dell'omofobia internalizzata, che parrebbe caratterizzare ogni omosessuale. Con questo termine ci riferiamo all’insieme di sentimenti negativi (come ansia, disprezzo, rabbia) che gli omosessuali provano nei confronti dell’omosessualità, propria e altrui.


L’analisi di questi sentimenti rappresenta un passaggio obbligato per il raggiungimento di un'identità armonica e per l'ottenimento di relazioni interpersonali soddisfacenti, così come per una più autentica definizione di sé.


Proviamo a capire nel dettaglio cos’è che accade quando il coming out avviene in età adolescenziale o in età adulta.



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Il coming out in adolescenza


Il coming out in adolescenza è complesso. Basti pensare già a quanto l’adolescenza sia di norma una fase della vita densa di confusione, di tempeste ormonali e relazionali, nella quale ci si confronta con la necessità di affrontare nuove scoperte. È una fase in cui il gruppo di amici diventa molto più prezioso della famiglia. Ma quegli amici, sapranno capire e, soprattutto, accettare? Non dimentichiamo che è un'età in cui si scopre il sesso e ciò comporta una grande attenzione a questo nuovo universo.


Il coming out nel gruppo di amici

Se vogliamo, l'adolescenza è una fase di esibizione della propria mascolinità e della propria femminilità. Allora, come può risultare possibile per un maschio immaginarsi a dire al proprio gruppo di amici: «Veramente a me piace un ragazzo»? Già essere poco "macho" spesso comporta il timore di essere etichettati dal gruppo dei pari. Ugualmente non facile è per una ragazza esprimere di sentirsi attratta da una donna. Possiamo così facilmente immaginarci le fantasie catastrofiche e le angosce che si addensano sull'ipotesi di confessare apertamente altre preferenze.


La mancanza di fiducia nella possibilità di risposte accoglienti può portare a una chiusura e al mantenimento del segreto. Spesso, l’adolescente col dubbio di essere omosessuale, o con la paura di esserlo, anche per rassicurare sé stesso, tenta delle esperienze eterosessuali; ma… quali conseguenze può determinare questa prima esperienza? E, soprattutto, che vissuto lasceranno nel giovane? Ne trarrà risposte rassicuranti o angoscianti?



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Rimanere bloccati dalle proprie paure

Può anche accadere che l'adolescente decida di astenersi dalla vita sessuale e, di fatto, si blocchi per anni, in attesa di capire cosa vuole. Tale blocco, sviluppato per evitare di affrontare le conseguenze dei suoi dubbi, può renderlo ancora più timoroso. Esiste infatti un’alta percentuale di adolescenti che rimarrà indecisa e indefinita anche in età adulta. Queste persone si interrogano tra sé e sé e non si sperimentano, fino anche a un'età avanzata, né con un sesso né con l'altro.


Di conseguenza anche la problematica legata alla rivelazione, al coming out è rimandata tardivamente. È evidente in questo caso come il dubbio sulla propria identità costituisca un fattore disfunzionale per l'evoluzione della vita e auto-inibente rispetto all'impulso sessuale.



Il coming out in età adulta


Anche il coming out in età adulta non è di certo una passeggiata, soprattutto se intanto ci si è costruiti una famiglia. Oltre a dover accettare un'immagine di sé diversa da quella che si è avuta per anni, si pone il problema di come dirlo ai propri familiari e di come dover gestire angosce enormi.


È difficile immaginare che la persona non avesse mai avuto prima il sentore di queste sue inclinazioni. Presumibilmente le aveva negate più o meno consapevolmente. Rivelarsi diventa allora un doppio sforzo: riconoscerlo a sé stessi e renderne partecipi gli altri.


Coloro i quali si rivelano solo da adulti, spesso dopo aver messo su famiglia, spinti tardivamente dalla necessità di vivere una maggiore autenticità, inducono una serie di riflessioni. Pur non essendoci una casistica abbastanza ampia da comprovare la seguente ipotesi, La Mesa e colleghi hanno motivo di credere che i coming out così tardivi possono essere legati a significativi cambiamenti strutturali nella famiglia di origine, più precisamente con la perdita di un genitore. Altri eventi significativi possono essere scoperti in sede di terapia in seguito alla narrazione dell’individuo della propria storia e di quella della sua famiglia.




Dott. Valerio Grassia

Membro del team Unobravo

Psicologo Sistemico-relazionale

https://www.unobravo.net/valerio-grassia-psicologo

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