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Espatrio e rischio di co-dipendenza affettiva

Aggiornato il: 9 dic 2019



La dipendenza affettiva, o Love Addiction, è un argomento affrontato e riaffrontato e i più la conoscono bene. Se si vuole approfondire, questo è un buon posto per farlo.


Oggi piuttosto affronteremo un argomento più nel particolare, ovvero le relazioni di co-dipendenza che spesso si instaurano tra expat, ovvero espatriati e residenti all'estero.


L'espatrio ti porta via molto della tua ex quotidianità: la famiglia è lontana così come i vecchi amici e le vecchie abitudini; la lingua inizialmente può essere un grande ostacolo così come anche le differenze culturali. Molti cercano da subito di creare nuove amicizie, integrarsi, diventare presto fluenti nella nuova lingua e di proseguire con i propri hobbies e sport cercando di inserirsi in squadre e corsi all'estero, ma anche i più avventurosi spesso concordano sul fatto che avere una vita ricca e totalmente soddisfacente fin dal primo momento dell'espatrio è molto improbabile.


Qual è il rischio in questo frangente?

Se si parte in coppia, o se si crea una coppia durante le prime fasi dell'espatrio, il rischio è di "chiudersi" nella relazione e renderla di co-dipendenza.


Nelle relazioni sentimentali il partner è una fonte di felicità, ci fa sentire bene e ci da gioia. In una situazione particolare come quella dell'espatrio, dove la persona deve ricostruire lentamente e spesso con difficoltà i vari tasselli che prima componevano la sua vita, molto spesso accade che il partner diventa l'unica fonte di felicità.

In un periodo (quello iniziale dell'espatrio) potenzialmente "vuoto" o scarso di amici, famiglia, hobbies, cose da fare in generale, è molto semplice "attaccarsi" al partner e rendere la relazione come unico centro del proprio vivere: si passa tutto il tempo libero insieme, si smettono di cercare altre fonti di gratificazione all'esterno della coppia e si asseconda un modello di chiusura rispetto al resto del mondo.



Quali sono le conseguenze di questo modello di co-dipendenza?

Difficilmente questo modello porta ad emozioni e vissuti positivi a lungo termine. Nel breve termine può dare soddisfazione, gioia, appagamento ma a lungo termine (che può significare mesi oppure anche diversi anni) può portare a vissuti di insofferenza, frustrazione e voglia di fuga. Spesso i litigi si intensificano fino a diventare vere e proprie crisi di coppia.


Gli effetti negativi della co-dipendenza non sono solo nel lungo termine: nel breve termine, infatti, spesso sono riportati vissuti di angoscia costante in caso di lontananza del partner, vissuti di forte gelosia e possessività, terrore costante di perdere l'altro in misura eccessiva e rinuncia ai propri interessi e passioni pur di privilegiare il tempo da dedicare al partner.


Molto stesso le persone arrivano in terapia quando ormai "la frittata è fatta": una crisi di coppia in atto, conseguente a periodi più o meno lunghi di co-dipendenza e isolamento dal resto del mondo. In questi casi non è impossibile recuperare il rapporto, anzi, ma è comunque molto più facile stare attenti a questi segnali d'allarme e affrontare questa difficoltà prima di arrivare ad una situazione di crisi. "Prevenire" è più facile di "curare", ma "curare" non è impossibile!



Dott.ssa Danila De Stefano

Responsabile del servizio Unobravo

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