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Gioco d’azzardo: quando diventa patologia?

“Il gioco è bello quando dura poco”

Il gioco d’azzardo rientra in quella categoria di giochi il cui esito dipende esclusivamente dal caso e non è influenzabile dall’abilità del giocatore.

Il caso è un avvenimento che deriva da un numero così alto di cause, tra di loro [combinate] in mille modi diverse, da essere imprevedibile. (…) Il calcolo delle probabilità esiste, ma NON SERVE a scoprire le leggi del caso e dunque quelle dell’azzardo. Chi fa calcoli su calcoli perde il suo tempo”


Il bingo, le lotterie, le slot machines, le scommesse sportive, i gratta & vinci e i giochi online sono solo alcuni dei giochi d’azzardo più comuni.

Pur essendo perfettamente legali, in questi giochi non c’è alcuna garanzia né di tutela del giocatore, né di protezione rispetto a eccessive perdite di denaro.



Il gioco d'azzardo patologico o ludopatia


Il gioco d’azzardo può diventare un vero e proprio disturbo.

L’ICD-10 (International Classification of Disease) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo ha inserito tra i “Disturbi delle Abitudini e degli Impulsi”, mentre il DSM-5 lo colloca tra le dipendenze “sine substantia”, denominandolo Disturbo da Gioco d'Azzardo.


Come capire se si ha un problema col gioco?

Il gioco diventa problematico quando il bisogno di giocare si fa sempre più frequente; il denaro e il tempo investiti nel gioco aumentano e il giocatore ha una scarsa percezione di controllo sul proprio comportamento.


Giocare diventa una priorità, interferendo con il lavoro, la scuola o altre attività significative. Anche le relazioni sociali o familiari possono essere gravemente compromesse. Nei casi più gravi, inoltre, possono essere presenti problemi finanziari e conseguenze legali.


Sorge spontaneo chiedersi, a questo punto, perché le persone giocano?


Blaszczynski e Nower (2002) hanno individuato tre tipologie di giocatore:

1) Emotivamente vulnerabili: giocano per sfuggire a emozioni dolorose, come ansia, noia e rabbia. Spesso nella loro storia familiare è presente il gioco d’azzardo dei genitori o nei nonni;

2) Impulsivi/antisociali: sono indotti al gioco dall’impulsività e dalla ricerca di sensazioni forti;

3) Giocatori a risposta condizionata: giocano per aspetti legati alle contingenze del gioco (facile accesso, esposizione precoce ai giochi d’azzardo, ecc.)

Ognuno di noi (senza alcuna differenza legata ad età, sesso o condizione socioeconomica) può sviluppare una vera e propria dipendenza, a partire da un gioco occasionale. Cosa provoca il gioco d'azzardo, da rendere così difficile smettere? Esistono almeno due buone ragioni all’origine della ludopatia, ovvero rinforzi positivi e negativi e la stimolazione dei centri cerebrali del piacere.


Tutto ciò che genera piacere induce alla sua ripetizione. Il gioco piace perché, in fase di vincita, genera sensazioni positive quali eccitazione, entusiasmo ed euforia. Altre volte il comportamento di gioco può essere ripetuto non solo perché genera piacere, ma anche perché anestetizza emozioni spiacevoli, come ansia e noia. Inoltre gli effetti che si verificano nel cervello del giocatore sono gli stessi che si osservano nel tossicodipendente dopo l’assunzione di una dose. In particolare, responsabile della sensazione di piacere (seppur di breve durata) che si accompagna al gioco è il rilascio di dopamina.




Perché smettere è così difficile?


Alcune credenze erronee, dette anche “distorsioni cognitive”, annebbiano il giudizio del giocatore, rendendolo meno lucido e allontanandolo dalla realtà.


Attesa di vincita negativa: si tratta della convinzione che nel tempo è possibile recuperare il denaro perso. Ecco alcuni esempi di pensieri comuni:

«Recupererò il denaro perso con la mia futura vittoria»;

«Nel tempo mi rifarò delle sconfitte»;

«Più gioco e perdo…più vincerò una somma di denaro maggiore».


Pensiero magico: è la credenza che pensieri, parole o azioni possono influire sul gioco. Per questo molti giocatori ricorrono ad oggetti portafortuna, rituali scaramantici o giocano numeri con un particolare significato, come date di nascita o sequenze particolari.


Fallacia di Montecarlo: il giocatore ignora una regola fondamentale della statistica: il caso non ha memoria. Può essere comune pensare, ad esempio, che dopo una vittoria ci saranno inevitabilmente delle perdite o di poter prevedere l’esito di un’estrazione dei numeri del lotto in base alle estrazioni precedenti.


Distorsioni della memoria: le vincite vengono ricordate meglio rispetto alle perdite.


Illusione del controllo: è la convinzione che gli eventi casuali dipendano dalla propria volontà e siano quindi controllabili. Un pensiero tipico è: «Se vinco significa che sono bravo, se perdo è colpa di cause esterne»


Vincite altrui: in base al fatto di aver osservato qualcuno vincere si può avere la convinzione che per vincere «basta continuare a giocare».


Come aiutare chi gioca d'azzardo


Spesso i familiari di un giocatore si chiedono “come faccio a farlo smettere?”. Semplicemente e sfortunatamente, non si può! Il cambiamento deve necessariamente partire dalla persona interessata.

Una prima fondamentale regola da seguire è quella di evitare di “fare la predica”, minacciare o, al contrario, offrire premi nel tentativo di controllare il comportamento dell’altro.

Ciò che è possibile fare per sostenere la persona nel suo percorso di cambiamento è incoraggiarla e motivarla, spiegandole quali siano gli effetti negativi del suo comportamento.


Altri importanti accorgimenti per sostenere la persona nella lotta al gioco d’azzardo, sono:

Non mentite per proteggere la persona.

Non offrite denaro in prestito.

Non confortate l’altro per le perdite.

Non offrite giustificazioni al comportamento di gioco.

Evitate voi stessi di giocare o di parlare di gioco.




Come uscire dal gioco d’azzardo patologico


Il primo passo per sconfiggere il gioco d’azzardo è ammettere a se stesso di avere un problema con il gioco. Una volta compresa l’esistenza di un problema, è importante riuscire a rompere l’isolamento e chiedere aiuto, partendo da una persona di propria fiducia. Solo chiedendo aiuto e assumendo un atteggiamento mentale rivolto al presente, sarà possibile rivolgere uno sguardo fiducioso anche al futuro.

Un altro importante passo da fare è rivolgersi a un professionista. Molte sono le possibilità di aiuto; è possibile richiedere una consulenza medica, psicologica o educativa (a livello personale, di coppia o familiare). Accanto a queste forme di aiuto è possibile anche optare per la partecipazione ad un gruppo di auto-aiuto.


Lotta al gioco d'azzardo: ultime considerazioni


Il particolare momento storico che stiamo vivendo, legato in particolare allo scoppio della pandemia da Covid-19, può diventare una preziosa occasione per maturare la consapevolezza di avere un problema legato al gioco d’azzardo e far nascere la motivazione ad occuparsi della propria salute.


Riconoscere di avere un problema con il gioco può essere il primo passo per il cambiamento. Se ti sei riconosciuto in alcuni dei comportamenti o dei pensieri fin qui descritti e ritieni di aver bisogno d’aiuto, compila in nostro questionario!

Nel nostro team ci sono psicologi esperti nel trattamento della dipendenza da gioco d’azzardo pronti ad aiutarti!


Dott.ssa Emma Lerro

Membro del team di Unobravo

Psicologa cognitivo-comportamentale

www.unobravo.net/emma-lerro-psicologa