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Giornata internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza


Il 20 novembre, dal 1989, si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.


La data ricorda il giorno in cui l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, approvò, nel 1989, la Convenzione sui diritti del fanciullo (Convention on the Rigths of the Child - CRC), che enuncia i diritti fondamentali da riconoscere e garantire a tutti i bambini del pianeta.

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La convenzione sui diritti dell'infanzia: tappe principali

Vediamo insieme quali sono state le principali tappe che hanno portato alla creazione della Convenzione sui diritti dell'Infanzia. Il primo strumento internazionale a tutela dei diritti dell'infanzia è stato la "Convenzione sull'età minima" adottata dalla Conferenza Internazionale del Lavoro nel 1919.



La dichiarazione dei diritti del bambino


La Dichiarazione di Ginevra, o Dichiarazione dei diritti del bambino, è il primo significativo documento circa i diritti del bambino, adottato dall'Assemblea Generale della Società delle Nazioni nel 1924, in seguito agli eventi drammatici che hanno caratterizzato la I Guerra Mondiale. Eccone le sue principali caratteristiche:

  • il bambino è destinatario passivo e non ancora valorizzato in quanto titolare di diritti;

  • non si rivolge agli Stati per stabilirne gli obblighi, ma chiama in causa più genericamente l'umanità intera affinché garantisca la protezione ai minori;

  • ha un impianto prevalentemente assistenzialista, teso ad affermare le necessità materiali e affettive dei minori.



La nascita dell' ONU e la Dichiarazione dei diritti del fanciullo


Con la nascita dell'Organizzazione delle Nazioni Unite prende vita il progetto di una Carta sui diritti dei bambini che integri la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, con lo scopo di evidenziarne i bisogni specifici.

La stesura e l'approvazione della Dichiarazione dei diritti del fanciullo da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite avviene il 20 novembre 1959.

Nella Dichiarazione dei diritti del fanciullo del 1959 si richiamano :

  • la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948

  • la Dichiarazione sui diritti del fanciullo del 1924

Il documento si propone di mantenere i medesimi intenti previsti nella Dichiarazione di Ginevra, ma, in aggiunta, richiede agli Stati sia di riconoscere i principi contemplati nella dichiarazione sia di impegnarsi nella loro applicazione e diffusione. Vengono introdotti, inoltre, i seguenti concetti:

  • il minore, al pari di qualsiasi altro essere umano, è un soggetto con diritti;

  • il principio di non discriminazione e di un'adeguata tutela giuridica del bambino, sia prima che dopo la nascita.

La Dichiarazione dei diritti del fanciullo ribadisce ancora una volta il divieto di ogni forma di sfruttamento nei confronti dei minori e auspica l'educazione dei bambini alla comprensione, alla pace e alla tolleranza.


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La Convenzione delle Nazioni Unite


Il processo che ha portato alla creazione della Convenzione delle Nazioni Unite si è sviluppato grazie alla nuova concezione e rappresentazione dei bambini e al rafforzamento del diritto internazionale. Ad oggi sono 196 i Paesi nel mondo che hanno ratificato la Convenzione. In Italia la sua ratifica è avvenuta il 27 maggio 1991 con la legge n. 176.


La convenzione riconosce che il fanciullo ai fini di uno sviluppo sano, armonioso e completo della sua personalità deve crescere in un ambiente familiare in un clima di serenità, di amore e di comprensione che gli consenta di diventare un adulto libero ed equilibrato.

Essa rappresenta un testo giuridico molto importante, poiché i bambini diventano soggetti a cui vengono riconosciuti universalmente diritti:

  • giuridici;

  • civili;

  • sociali;

  • politici;

  • culturali;

  • economici.



La Giornata internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza


In questa giornata, l’Italia ribadisce il proprio impegno a proteggere e promuovere i diritti di tutti i bambini, specialmente di quelli che vivono in contesti di particolare vulnerabilità. L’Italia riafferma, inoltre, la propria condanna agli abusi e alle violenze fisiche e psicologiche di cui, ancora oggi, molti bambini sono vittime, che portano gravissime ripercussioni sul loro sviluppo fisico e psicologico.

Ecco i quattro principi fondamentali della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza:


1) Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori;


2) Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità;


3) Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell'adolescente (art. 6): gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.


4) Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): il bambino ha diritto a essere ascoltato in tutti i processi decisionali che lo riguardano; gli adulti hanno il dovere di tenere in adeguata considerazione le sue opinioni.

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La Convenzione prevede anche un meccanismo di controllo e monitoraggio sull'operato degli Stati (art. 44), tenuti a presentare periodicamente al Comitato sui Diritti dell'infanzia i rapporti dettagliati sull'attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel proprio territorio.

“Non ci può essere rivelazione più acuta dell'anima di una società che il modo in cui tratta i suoi bambini” .

(Nelson Mandela)






Dott.ssa Carolina di Liberto

Membro del Team di Unobravo

Psicologa ad orientamento psicoanalitico

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