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Giornata Mondiale dei diritti Umani



Il 10 dicembre si celebra la Giornata Mondiale dei diritti umani, istituita dall'ONU nel 1950 per ricordare la proclamazione, da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei diritti Umani (Dudu), avvenuta due anni prima.


Ma cosa si intende quando si parla di Diritti Umani? E quali sono? E cosa prevede il diritto internazionale in merito? Proviamo a dare qualche risposta.



Un diritto non è ciò che ti viene dato da qualcuno; è ciò che nessuno può toglierti.”

William Ramsey Clark



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La Dichiarazione Universale dei diritti Umani


Nella Dichiarazione Universale dei diritti Umani sono esplicitati i diritti riconosciuti ad ogni persona in base alla sua appartenenza al genere umano. L'esigenza di dare esplicito riconoscimento a diritti all'apparenza scontati emerse con forza a seguito degli orrori della Seconda Guerra Mondiale.


Lo scopo delle Nazioni Unite era creare uno strumento che salvaguardasse i diritti fondamentali e la dignità di ciascun individuo, senza distinzioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.


Sono quattro i pilastri fondamentali della Dichiarazione:

  1. dignità;

  2. libertà;

  3. uguaglianza;

  4. fratellanza.

Si tratta di valori fondamentali da proteggere, come la sicurezza personale e collettiva, la partecipazione alla vita pubblica e politica dello Stato.


La Dudu non ha un potere giuridico vincolante: per molti aspetti è più simile ad una sorta di "raccomandazione". Solo i diritti civili e politici, essendo regolamentati da leggi nazionali, prevedono un intervento giuridico diretto da parte dello Stato nel caso in cui vengano calpestati o ignorati; i diritti economici, sociali e culturali sono essenzialmente degli scopi da perseguire.


Pur non avendo un valore giuridico, la Dudu è stata il punto di partenza per quasi tutti i trattati internazionali e nazionali in materia di diritti umani.



Tre "generazioni di diritti"


La prima generazione include i diritti civili e politici. Tra di essi ci sono la libertà di opinione, di stampa, di espressione, di religione, il diritto alla sicurezza personale e l'uguaglianza di tutti davanti alla legge, il diritto alla vita, alla privacy, al giusto processo, il veto nei confronti dei lavori forzati, della schiavitù, dello sfruttamento e della tortura.


La seconda generazione include i diritti sociali e culturali, come il diritto al lavoro, all'educazione, all'assistenza sociale e il diritto di associazione.


La terza generazione riguarda la collettività e la solidarietà sociale e include i diritti a protezione di categorie vulnerabili, come le donne e i bambini, le persone LGBTQI, le popolazioni indigene, i rifugiati, i migranti, oltre al diritto alla pace, allo sviluppo, all’assistenza umanitaria ed alla protezione dell’ambiente. Per garantire questi diritti lo Stato può intervenire attivamente, anche limitando i diritti di prima generazione. Ad esempio imponendo un limite alla libertà di espressione quando questa incita all’odio v

erso determinate minoranze.



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Quali sono gli Organi deputati alla tutela dei diritti umani?


Gli Organi deputati alla tutela dei diritti umani sono fondamentalmente due:

  1. la Terza Commissione di New York;

  2. il Consiglio per i Diritti Umani di Ginevra.


Nonostante il tema dei diritti umani sia oggetto di molta attenzione, in tutto il mondo continuano violazioni, talvolta aberranti, anche di quelli più elementari: repressione, censura, discriminazioni contro le donne, i bambini, i migranti e le minoranze. E poi guerre, aggressioni all'ambiente e agli organismi che lottano per la difesa dei diritti umani.



I diritti umani nel mondo: quanto sono rispettati?


La Human Rights Watch pubblica ogni anno un report sullo stato dei Diritti Umani in 90 Paesi o territori in tutto il Mondo. Quello del 2020 delinea una situazione drammatica in molti Paesi.

Tra questi ecco alcuni Paesi in cui la situazione è particolarmente critica:


1) Kazakistan: la violenza domestica è ancora enormemente diffusa e sottostimata e i servizi per accoglierne e supportarne le vittime sono inadeguati e insufficienti. La polizia di solito non registra i reclami, non risponde adeguatamente alle denunce e non informa i sopravvissuti dei loro diritti alla protezione. Ad aggravare questo quadro si è aggiunta la depenalizzazione, nel Paese, della violenza domestica.


2) Brasile: nel 2018 la violenza domestica è diventata un reato, portando davanti ai tribunali un milione di casi, di cui 4.400 femminicidi. Ciò nonostante l’aborto è ancora considerato legale solo in caso di stupro.


3) In Niger, nella Repubblica Centrafricana, in Ciad, in Nigeria e in Bangladesh i matrimoni tra minorenni sono ancora una pratica diffusa.


4) Turchia: negli ultimi anni, molti dei rifugiati siriani e dei richiedenti asilo politico provenienti dall'Afghanistan e dall'Iraq, sono stati deportati illegalmente da Istanbul e altre province in Siria, anche attraverso l'uso della violenza e di minacce di detenzione.


5) Siria: la guerra è teatro di atrocità e violazioni dei diritti umani che ormai sono la regola. Gli oppositori del governo sono attaccati dall'alleanza russo-siriana anche con uso di armi proibite, confische illegali di immobiliari, demolizioni arbitrarie di case e detenzioni ingiustificate. Inoltre non viene attuata alcuna misura per proteggere le popolazioni civili dalla distruzione e dalla morte.


6) Iran: le proteste della popolazione per le condizioni economiche sempre più precarie, per la mancanza di libertà sociali e per il livello sempre più alto della corruzione, sono represse con arresti e uso della violenza, come nel caso della manifestazione pacifica del 2019 per il brusco aumento dei prezzi del carburante.



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Quanto sono rispettati i diritti umani in Occidente?


Purtroppo pesanti violazioni dei diritti umani si registrano anche nel nostro democratico e civile Occidente.


In Nord America i rifugiati, le minoranze e le donne sono le categorie maggiormente colpite. Sono stati molti gli episodi riportati dai media di crudeltà contro i migranti e le comunità povere di colore, durante l'amministrazione di Trump.


In Brasile la politica del presidente Bolsonaro consente a reti criminali di praticare azioni illegali in Amazzonia e di usare intimidazione e violenza, contro le popolazioni indigene, i residenti locali e chiunque cerchi di difendere la foresta.


In Cile continuano ad essere calpestati molti diritti umani. L'aborto è ostacolato, i matrimoni omosessuali non sono riconosciuti, molte carceri sono sovraffollate e versano in condizioni igienico sanitarie disumane. Ma è anche stato fatto qualche passo avanti nel riconoscimento di alcuni diritti umani: oggi in Cile è possibile cambiare sesso e nome nel registro civile e c'è una legge che punisce come reato le molestie sessuali (...ma solo quelle pubbliche).




La tutela dei diritti umani in Italia


Oggi, secondo i dati dell'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr), il problema principale nel nostro Paese riguarda la gestione dei flussi di migranti.


Nel 2019 ci sono stati almeno 15 episodi di stallo in mare, causati dal divieto di sbarco per le ong di soccorso ai naufraghi, da parte del nostro Ministro degli Interni. Un decreto poi diventato legge, punisce i trasgressori col sequestro delle navi e una multa ai loro proprietari.


L'abolizione di fatto della protezione umanitaria si è tradotta nel rifiuto, nei primi sei mesi del 2019, del l'80% delle domande di asilo politico. L'Unhcr ha espresso la sua preoccupazione per l'aumento di episodi di intolleranza, odio razziale e religioso anche nel nostro Paese.


Al nostro Paese va però riconosciuto anche qualche merito nella tutela dei diritti umani: con la legge contro la violenza di genere, entrata in vigore ad agosto 2019, sono aumentate le pene per crimini sessuali e violenza domestica e sono stati imposti ai Tribunali interventi rapidi a sostegno e difesa di chiunque denunci fatti di violenza domestica e di genere.







Dott.ssa Stefania Borrelli Membro del Team di Unobravo Psicoterapeuta sistemico-relazionale https://www.unobravo.net/stefania-borrelli-psicoterapeuta