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Giornata Mondiale dell’Insegnante

Dal 1994 il 5 ottobre è celebrata la Giornata Mondiale dell’Insegnante, ideata e voluta dall’Unesco per commemorare la sottoscrizione delle Raccomandazioni sullo status di insegnante del 1966.


L’Unesco è la principale struttura di riferimento per i diritti e le responsabilità dei docenti su scala mondiale. Questa Giornata intende sottolineare il valore della figura dell’insegnante per la nostra società e aprire una riflessione sulle sfide, le difficoltà e le condizioni di lavoro a cui gli insegnanti sono sottoposti.


Perché gli insegnanti sono così importanti?


Quella dell’insegnante è un’importante e delicata figura che ricopre un ruolo di formazione, di educazione e di guida all’adattamento efficace delle nuove generazioni nei confronti di una società in continuo e velocissimo cambiamento. Anche per questo oggi è più che mai importante avere bravi docenti ed ottimi educatori, senza i quali appare difficile capire, ispirare, orientare, favorire lo sviluppo intellettuale, sociale ed emozionale dei giovani.


L'insegnante come figura di riferimento

Il termine “insegnante”, participio passato del verbo “insegnare”, dal latino insĭgnare, rappresenta colui che “insigna”, lascia una traccia nelle menti e nella vita degli alunni che incontra ogni giorno. Ciascuno di noi, infatti, avrà dimenticato tante cose del proprio passato o della propria infanzia, ma certamente non ha dimenticato i propri insegnanti.


Che siano ricordi più o meno belli, quello con l’insegnante rappresenta certamente uno tra gli incontri più significativi. È in fondo la prima figura, il primo estraneo che ci accoglie quando da piccolissimi lasciamo la sicurezza delle nostre case, delle braccia dei nostri genitori e ci affacciamo al mondo. Per questo, infatti, si dice che la scuola “apre le porte al mondo”, ma anche nel senso che rappresenta quel “primo pezzetto di mondo” che apre le porte al bambino.


L’insegnante conosce i suoi allievi, li osserva durante il loro percorso scolastico, li accompagna nella loro crescita. Non rappresenta, dunque, solo colui che deve trasmettere nozioni o portare a termine programmi ma è innanzitutto persona con cui l’alunno crea una relazione.


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Il mestiere dell’insegnante


Freud aveva accostato la figura dell’insegnante a quella del genitore e dello psicologo, collocandoli allo stesso gradino nella scala di difficoltà dei lavori più difficili. Il padre della psicoanalisi sosteneva che

«I mestieri più difficili in assoluto sono nell’ordine il genitore, l’insegnante e lo psicologo. »

Oggi è noto che quello del docente è considerato anche un lavoro usurante proprio per l’enorme responsabilità che porta con sé, in primis dal punto di vista etico. L’insegnante è una figura dalle molteplici funzioni e sfaccettature.


L'insegnante nel rapporto con le famiglie

I genitori si affidano alla scuola, consegnando i loro bambini sin dalla tenera età. Spesso, le difficoltà riguardano proprio una confusione di confini tra i contesti educativi che, oggi più che mai, appaiono labili.


Alla scuola e, dunque, agli insegnanti viene richiesto talvolta di sostituirsi totalmente alla famiglia e a genitori troppo occupati dalle loro questioni lavorative. All'insegnante è allora imposto di rivestire, talvolta, ruoli e funzioni che non dovrebbero competergli direttamente.



Un mestiere in continua evoluzione

Oltre al lavoro diretto e specifico con gli alunni, gli insegnanti si suddividono (o forse è il caso di dire che si moltiplicano) per rispondere agli obiettivi che il Ministero e la scuola sollecitano, e allo stesso tempo per rispondere alle richieste e spesso agli attacchi dei genitori.

Quello dell’insegnante è un vero e proprio mestiere sempre in costruzione, in movimento, mai statico.


Insegnare ai tempi del Covid-19


Le differenze tra il ruolo dell’insegnante ieri e oggi sono numerosissime. Oggi più che mai occorre grande flessibilità e capacità di adattamento in questo mestiere.


Quest’anno la giornata degli insegnanti ha allora una connotazione ancora più forte, perché la pandemia ha reso palese l’importanza del loro ruolo educativo.

In particolare la chiusura delle scuole, ha permesso ancora una volta di comprendere quanto e cosa viene richiesto agli insegnanti oggi.


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Il modo di fare scuola è cambiato da un giorno all'altro. Tutti gli attori coinvolti – allievi, genitori e docenti – non erano preparati ad un simile sconvolgimento, ma ci si è dovuti adattare. I docenti in primis hanno dovuto cogliere la sfida: da una parte l’insegnamento tramite l’uso della tecnologia, dall’altra mantenere il loro ruolo di educatori. Come possono queste figure professionali fornire a distanza un supporto che vada oltre le lezioni, restando un punto di riferimento per tutti gli allievi?


I docenti sono stati chiamati ad affrontare la sfida di continuare ad insegnare a distanza con strumenti informatici fino ad allora ancora relativamente nuovi per tanti di loro. Proprio con il tramite della tecnologia, gli insegnanti in questi mesi sono letteralmente entrati nelle case degli alunni con la didattica a distanza. Spesso erano nella camera, lo spazio privatissimo dei loro allievi, o negli spazi comuni delle loro case. La scuola ha fatto il suo ingresso nell’intimità delle famiglie.


Ultime considerazioni


Quello dell’insegnante è certamente un lavoro difficile ma straordinario. A cospetto delle generazioni attuali di alunni, genitori e della società stessa, l’unica carta vincente per l’insegnante è quella della trasmissione di un sapere che passi attraverso l’amore per la conoscenza, diritto fondamentale di ogni essere umano.

I migliori maestri sono quelli che ti indicano dove guardare, ma non ti dicono cosa vedere. (Alexandra K. Trenfor)



Dott.ssa Federica Visone

Membro del team di Unobravo

Psicologa Psicoterapeuta sistemico-relazionale

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