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Intervista ad Anna Fusco: Limiti? No grazie!

Aggiornato il: 19 nov 2019

Anna durante una sfilata di Miss Italia Lazio 2018

Ecco Anna: mental coach, attrice, cantante, modella, commessa, cassiera e insegnante di reggaeton. Mille anime per una sola donna a cui manca un avambraccio ma ha la grinta di chi ne ha 4.

unobravo la intervista per aiutare tutte le persone che sentono di non potercela fare o che gli manca qualcosa per poter vivere bene la loro vita. Anna è l’esempio vivente della frase “i nostri limiti esistono solo nella nostra mente”.



- Anna, se pensi alle persone che temono di non farcela, di “non essere abbastanza” - brave, belle, competenti - rivedi un periodo della tua vita? Hai mai provato queste emozioni a causa della mancanza dell’avambraccio e mano sinistri?


Si, ho vissuto anch'io un periodo del genere e quindi mi capita di rivederlo, ma ormai lo ricordo con un sorriso. Da piccola e da adolescente pensavo di non essere carina come le mie compagne, pensavo di avere qualcosa "in meno". Provavo vergogna, tendevo a nascondermi, ero spesso triste, pensavo di non essere "abbastanza" e la cosa peggiore era la mia consapevolezza di non poter cambiare le cose.



- Ricordi un evento in particolare che ti ha fatto sentire particolarmente giù di morale?


Di eventi ne ho vissuti tanti, posso fare un esempio accennandoti dei miei primi giorni di scuola, di quando i miei compagni si accorsero del problema e iniziarono a scambiarsi sguardi tristi, sconvolti, mi osservavano ed erano in pena per me. Fu veramente frustrante.



- Adesso sei una donna molto forte. Se potessi incontrare la ‘te stessa’ ragazzina, cosa le diresti per farla sentire meglio? Che consigli le daresti?


Non sento di dover dare dei consigli alla me stessa bambina, anzi la incoraggerei ad agire esattamente come ha fatto, altrimenti non sarei qui a parlarne con disinvoltura oggi.

Sono stata abituata dai miei genitori ad affrontare la vita sin da piccola e partendo dalla mia condizione, ho sempre preso iniziative che potevano aiutarmi a stare meglio.

L'unica cosa che mi viene in mente è che all'epoca, essendo io piccolina, non ero a conoscenza della possibilità di fare un percorso psicologico, cosa che successivamente ha aiutato a determinare la persona che sono oggi.




- Spesso le persone attribuiscono il proprio malessere a ciò che manca al loro “esterno”: non ho quanti soldi vorrei, non ho un marito presente, non ho un lavoro che mi gratifica, non ho una mamma che mi capisce, non ho un avambraccio. Anche tu hai passato questo periodo ma adesso è difficile toglierti il sorriso dalla faccia, eppure il tuo avambraccio non è mai cresciuto. Come hai fatto?


Hai detto bene, le persone tendono ad attribuire il loro malessere a ciò che manca al loro esterno. Tendevo a farlo anch'io in quanto sentivo che fosse il metodo più facile per sentirmi meglio. La verità è che la colpa era mia, davo la possibilità a questo "esterno" di "centrarmi in pieno", facendomi del male. Oggi, se ci prova, non mi fa male anzi mi dispiace per lui e cerco di aiutarlo se posso.

Sono dell'idea che non c'è niente di male a chiedere aiuto, siamo umani. Penso che chiedere aiuto e accettare di averne bisogno sia sinonimo di forza proprio perché è difficile farlo. Ma se si riesce, si vince. Credo che il succo del mio sorriso oggi sia proprio questo, ho accettato la mia condizione.



- Ultima domanda, per i genitori di bimbi con difficoltà o disabilità: come consigli di comportarsi con i loro figli? Cosa consigli di non fare assolutamente?


Il consiglio più importante di tutti a mio parere è di stare attenti a non essere iper-protettivi, anzi, bisogna mettere i propri figli davanti alla vita e alla verità sin da subito. Questo è ciò che penso.

Alle famiglie con bimbi come me aggiungo di insegnare loro ad essere sé stessi e a mostrarsi al mondo così come sono, perché ognuno di noi è unico e non deve avere paura di apparire così com'è. La protesi non deve essere necessaria ma una possibile scelta che deve essere fatta per utilità e non per nascondersi. È importante dare ai bimbi come me la possibilità di scegliere se stessi.


Anna a Miss Universe Italy 2019

- Ti ringraziamo infinitamente del tempo che ci hai concesso, siamo sicuri che la tua storia aiuterà tante persone a trovare la forza di cambiare prospettiva e capire che un cambiamento e una crescita personale interiore è la strada migliore per raggiungere il benessere, anche in caso di difficoltà esterne. Hai un ultimo pensiero da voler regalare a chi sta affrontando delle difficoltà e teme di non riuscire a farcela?


Grazie a te per l'intervista, mi ha fatto molto piacere ed è un'ulteriore possibilità per me per condividere il mio percorso e la mia storia nella speranza di aiutare le persone che stanno vivendo delle difficoltà e pensano di non potercela fare.

Vorrei dire a tutti i lettori che nella vita non è mai troppo tardi, nulla è impossibile, se lo vuoi, lo ottieni. Ce l'ho fatta io, possono farcela anche gli altri.



Anna Giulia Fusco senza i suoi vecchi limiti

Anna Fusco - Anna Giulia pagina Facebook