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L’arrivo dei figli in una coppia


Cosa cambia per una coppia con l’arrivo dei figli?

Fino a pochi anni fa la nascita dei figli era una naturale conseguenza, quasi certa, dell’epilogo della coppia coniugale, essa era vista come un accadimento naturale, che non si poteva programmare.


Coinvolgeva un tipo di coppia molto più giovane rispetto ad oggi ed era un evento spesso subito e vissuto con il timore legato ai rischi della gravidanza e del parto: la sensazione di precarietà regnava sovrana.


Oggi le cose sono molto cambiate, assistiamo ad un mutamento culturale di ampia portata perché avere dei figli è un evento sempre più raro, pianificato, sicuro e si diventa molto più tardi genitori rispetto a ieri. Oggi coniugalità e genitorialità sono due cose ben distinte ed essere genitori è diventato il fondamentale rito di passaggio nel diventare adulti, cosa che prima era cadenzata da altri passaggi come la maggiore età, la leva militare, ruoli politici, religiosi, incombenze familiari.



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Coniugalità e genitorialità tra ieri e oggi

Un altro importante cambiamento riguarda il fatto che le nascite dei figli oggi avvengono di frequente anche al di fuori dei matrimoni, cosa che fino a poco tempo fa non era affatto concepita. Siccome avere un figlio è un evento sempre più scelto, una circostanza talmente tanto controllata, l’idea di un controllo sembra imperare nel tema generatività. Basti pensare alle tecniche di fecondazione assistita, in cui si produce una situazione di controllo quasi onnipotente dell’uomo sulla natura.


Un maggiore controllo sull’arrivo dei figli


Da quest’idea di controllo nascono importanti risvolti psicologici, perché un figlio scelto, desiderato, programmato, è anche un figlio sovraccaricato di aspettative. In questo senso l’evento nascita oggi porta con sé un condensato emotivo diverso rispetto a ieri: c’è il rischio che il concepimento e la nascita di un figlio siano dei modi per realizzare i genitori, un proseguo della loro auto-realizzazione, con il rischio che il figlio si percepisca meno come entità singola.


In passato non si poteva controllare l’arrivo né il numero dei figli, nemmeno avere un’attenzione così mirata, ma piuttosto maggiormente distribuita. Aleggiavano maggiore estraneità e precarietà, implicando anche una diminuzione di aspettative e sensi di colpa, sentimenti che invece caratterizzano il repertorio emotivo dei genitori contemporanei.


I ruoli genitoriali


Infine, ultimo caposaldo di un cambiamento epocale che andremo ad analizzare riguarda i ruoli genitoriali: una volta molto ben definiti, il padre autoritario nonché capofamiglia considerava l’evento nascita soprattutto un evento della donna; la donna invece sacrificava tutto e non richiedeva dal marito un impegno preciso per la cura del figlio.


Oggi fortunatamente sappiamo che le donne sviluppano risultati scolastici in media superiori a quelli dei coetanei maschi e le attese di riuscita lavorativa sono sempre più elevate. Gli uomini d’altro canto hanno sviluppato una consapevolezza altamente maggiore rispetto al coinvolgimento nella vita familiare in tutte le sue tappe.


Oggi più di ieri il polo della relazione di cura del neonato non è solo la madre, ma anche i padri stabiliscono fin dal principio un legame di attaccamento con il neonato e non solo. Si potrebbe dire che il bambino appena nato entra fin da subito a contatto con quella particolare energia che caratterizza la coppia: entra in risonanza emotiva con la coppia genitoriale e con quel particolare schema di “essere con “ che li caratterizza.



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L’arrivo del figlio come passaggio evolutivo

Possiamo sicuramente affermare che ieri come oggi la nascita di un figlio rappresenta e rappresenterà sempre per la coppia un passaggio evolutivo ed un evento che inevitabilmente coinvolge profondamente i due partner.


Si tratta per la coppia di sviluppare un accordo implicito genitoriale in grado di proseguire l’accordo implicito coniugale, ma anche al tempo stesso di distinguersi da esso, di trasformarsi, di adattarsi in modo flessibile al nuovo. L’obiettivo centrale del passaggio da coppia coniugale a coppia genitoriale consiste nella capacità di prendersi cura in modo responsabile di ciò che la coppia ha generato.


L’arrivo di un figlio è una sfida per la coppia perché modifica profondamente il legame e, se è vero che da un lato può consolidare la coppia, dall’altro lato può ostacolarne il cammino e addirittura in casi estremi interromperlo.


Il tipo di legame che la coppia ha stabilito prima della nascita del figlio, in quanto coppia, ha una notevole influenza sul modo in cui il bambino verrà accolto all’interno della diade, se la coppia è in grado di adattarsi con flessibilità ed elasticità al cambiamento, il nuovo contesto che si creerà potrà essere occasione per un processo creativo, di evoluzione, di cambiamento prospero e anche l’occasione per riaffrontare situazioni problematiche legate alle esperienze della propria infanzia, esperienze che l’assetto di nuova coppia genitoriale aiuta a rielaborare.



La trasformazione del legame


Nell’evento nascita sono coinvolti diversi livelli:

  1. sociale: riguarda l’appartenenza culturale, ideologica, religiosa di entrambi i coniugi;

  2. caratteriale: riguarda gli aspetti affini a livello di personalità;

  3. psicologico: coinvolge le dinamiche relazionali più profonde, gli incastri dei mondi inconsci, interessa le dinamiche intrapsichiche in parte personali, in parte condivise.

Rispetto al livello psicologico iniziamo col dire che il legame di affiliazione porta in primo piano le rappresentazioni interne dei propri genitori e del tipo di figli che si è stati, riportando al centro del mondo emotivo le prime esperienze affettive che i neo-genitori hanno ricevuto. Per entrambi i partner c’è un confronto interno con i modelli educativi genitoriali e di conseguenza la tendenza a ripeterli o ad opporvisi. Inoltre la nascita di un figlio rinnova le dinamiche edipiche: introduce un terzo nella relazione.



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Cosa succede alla coppia con l’arrivo dei figli?


La nascita dei figli costituisce per entrambi i coniugi un periodo di riassetto della personalità e può comportare anche momenti di confusione e di insicurezza. Di converso

  • può rappresentare una conferma positiva di Sé e del legame con il coniuge in quanto realizzazione delle aspettative condivise, costruzione di un nuovo tipo di alleanza nella coppia;

  • può stimolare sentimenti molto positivi che hanno a che fare con un amore che si allarga e diventa amore condiviso per qualcosa in comune, non un amore antagonistico ma un completamento della coppia:

  • può risvegliare anche fantasie di esclusione, di perdita, angosce, paure.

Il terreno fertile - preparatorio in senso positivo - per la nascita e la cura di un figlio parte proprio dalla coppia. Ciò avviene quando la coppia stessa è capace di fare un lavoro di maggior riconoscimento dell’altro partner, del suo valore, delle sue caratteristiche uniche e della tenerezza nei confronti dei suoi limiti.


Ciò è possibile con un lavoro di differenziazione tra ciò che appartiene al proprio mondo e ciò che appartiene al mondo del partner: un esercizio alla genitorialità fondamentale, un allenamento che può iniziare all’interno della coppia stessa ( lavoro che è soprattutto il centro di un percorso terapeutico, che sia individuale o di coppia) e che consiste nell’allenamento in tutti i rapporti umani a proiettare un po’ di meno sull’altro e assumersi la responsabilità della propria unica, irripetibile vita.



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Nelle dinamiche di coppia patologiche, quando viene esaurita la soddisfazione di quella particolare forma di incastro tra bisogni, il legame viene meno e l’altro non è percepito nella sua realtà, né il suo bisogno è percepito come separato da se stessi.


Quando questo accade nella coppia, c’è il rischio che tutto questo avvenga anche rispetto al figlio, il quale nel tempo dovrà imparare a ingannare i suoi genitori per essere come piace a loro, soddisfacendo i loro bisogni piuttosto che i propri e soddisfacendo le loro illusioni per essere amato.





Dott.ssa Sara Schetter

Membro del team Unobravo Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale https://www.unobravo.net/sara-schetter-psicoterapeuta










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