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La bulimia nascosta: come individuare i campanelli d'allarme?


Perché la bulimia è così difficile da riconoscere, tanto da farci parlare di bulimia nascosta? A differenza dell’anoressia e del Binge Eating Disorder, più riconoscibili dall’esterno a causa dell’estrema magrezza o dell’obesità, la bulimia può passare inosservata, “logorando dall’interno" senza sofferenze apparenti, anche per lunghissimi periodi.


La bulimia nervosa si manifesta principalmente in adolescenza o all'inizio della giovinezza ed è più frequente nelle ragazze. Negli ultimi anni i casi sono in aumento e l’insorgenza coincide spesso con fasi di vita molto delicate, che implicano una serie di trasformazioni sia sul piano fisico che emotivo.


Nel periodo dell’adolescenza, il corpo e l’immagine che si ha di esso giocano un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’identità e dell’autostima. Un ruolo importante è giocato dall'insoddisfazione corporea, un malcontento per la forma generale del proprio corpo o per la dimensione di alcune parti.


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Quali sono i principali sintomi fisici ed emotivi?


Per riconoscere la bulimia nervosa facciamo riferimento a 3 categorie di sintomi principali:


1. Episodi di abbuffate, caratterizzati da due aspetti: mangiare in un determinato periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore rispetto a quella che la maggior parte delle persone assumerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili (“mangiare troppo e mangiare in fretta”), e la sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o di non controllare cosa o quanto si sta mangiando). Le abbuffate avvengono in solitaria.


2. Condotte compensatorie atte a prevenire l’eventuale aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o eccessiva attività fisica. Per questo motivo, il peso corporeo è di solito normale.


3. Valutazione di sé e autostima influenzate dal peso e dalla forma corporea. Questa situazione viene tenuta nascosta, negando l’esistenza del problema, e questo comporta l’insorgenza di emozioni quali, per esempio, una profonda vergogna.

Nello specifico la vergogna viene sperimentata quando non si ricevono risposte di conferma e di approvazione attese, o quando si teme di non essere all’altezza di affrontare un compito, una situazione o uno scambio relazionale.



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Bulimia: perché insorge in adolescenza


Gli adolescenti, in particolare le ragazze, rischiano di fondare la propria autostima sulle valutazioni che la propria immagine può avere agli occhi degli altri. Il corpo è molto coinvolto da questo sentimento perché può diventare l’oggetto della vergogna (quando ci si vede brutti o grassi). Può inoltre manifestarsi un umore depresso e le interazioni sociali possono essere molto limitate (ritiro sociale).


La preoccupazione per il cibo è costante! Vi è un continuo controllo del peso, della forma del proprio corpo e dell’alimentazione con regole ferree che richiedono un enorme impegno. Di conseguenza la comparsa delle cosiddette abbuffate rappresenta una momentanea perdita di controllo. Inizialmente possono generare piacere allentando la tensione, ma nel tempo determinano l’insorgere di emozioni negative come paura di ingrassare, senso di colpa, vergogna, disgusto che a loro volta possono innescare nuove abbuffate.


I comportamenti compensativi sono, invece, dei modi per avere l’impressione di tenere sotto controllo la propria vita alleviando momentaneamente lo stato di profondo malessere emotivo. La valutazione del sé è centrata principalmente sul peso corporeo, sulla forma del corpo e sulla propria capacità di controllare questi due aspetti.



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Come individuare i campanelli d’allarme?


Per poter aiutare, è molto importante individuare i campanelli d’allarme! Uno dei primi indicatori può essere quello di notare che le scorte di cibo finiscono in breve tempo o di trovare confezioni vuote di alimenti in altre stanze. Altri comportamenti, caratteristici del disturbo dell’immagine corporea, possono essere:


● osservarsi continuamente allo specchio;

● evitare di mostrare il proprio corpo indossando vestiti larghi;

● toccare spesso il corpo (ad esempio la pancia o l’interno coscia);

● pesarsi troppo spesso o per niente.


Come possono aiutare i genitori?


Molte ricerche mostrano che i genitori sono in una posizione privilegiata per aiutare i loro figli.

Innanzitutto bisognerebbe ascoltare e lasciare che l’adolescente possa esprimere liberamente i propri vissuti di vergogna, depressione o paura. Può essere d'aiuto, quindi, parlare in modo calmo, accogliente e sincero, se si sospetta che ci possa essere un problema.


Osservare, in quanto è molto importante notare i segnali di preoccupazione e sofferenza che l’adolescente trasmette con il suo corpo.


Monitorare Internet, controllando l’accesso a determinati siti che trattano di disturbi alimentari.

Esistono numerosi video che promuovono i disturbi alimentari. Questi siti utilizzano termini come “pro-ana” per l’anoressia e “pro-mia” per la bulimia.






Dott.ssa Valentina Temporin

Membro del team Unobravo

Psicologa sistemico relazionale

https://www.unobravo.net/team/dott.ssa-valentina-temporin