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La Giornata Mondiale della gentilezza

Qual è l’effetto della gentilezza e come mai è così importante aver istituito una Giornata Mondiale della Gentilezza?


Pascal, parlando della gentilezza, diceva:

«le parole gentili non costano nulla. Non irritano mai la lingua o le labbra. Rendono le altre persone di buon umore. Proiettano la loro stessa immagine sulle anime delle persone, ed è una bella immagine»

La gentilezza può essere definita come un gesto di cortesia e di educazione verso un’altra persona. Parole come "grazie", "scusami", "per favore"; ma anche un abbraccio e una carezza, un complimento sincero ma inaspettato, un gesto cortese verso uno sconosciuto in fila con noi alle poste oppure verso un’anziana signora al supermercato.

Sfortunatamente, troppo spesso si dimentica di essere gentili sia con le persone vicine che con gli sconosciuti. Per tale ragione è nata questa giornata: ricordare a tutti noi di essere gentili con il prossimo, ogni giorno.


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Da dove viene la giornata Mondiale della Gentilezza?


La Giornata Mondiale della Gentilezza nacque in Giappone, paese noto per essere la terra della cortesia e dell’ospitalità.


Nel 1986 si costituì il World Kindness Movement (Movimento mondiale per la Gentilezza), un’unione di paesi che si impegnavano a portare il più possibile la gentilezza nella propria cultura e quotidianità. Tra i paesi partecipanti, che costituirono gli Ambasciatori di Gentilezza vi erano:

  • Australia;

  • Canada;

  • India;

  • Nepal;

  • Nigeria;

  • Scozia;

  • Stati Uniti d’America;

  • Nuova Zelanda;

  • Singapore;

  • Corea del Sud.

Nel 1988 nacque a Tokyo il Japan Small Kindness Movement, che istituì nella data del 13 novembre la Giornata Mondiale della Gentilezza. Nel 2000 anche l’Italia si aggiunse agli altri paesi gentili.

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Cosa succede nella Giornata Mondiale della Gentilezza?


Chiunque voglia può associarsi a questa giornata compiendo un gesto gentile. In Italia sono soprattutto le scuole a raccogliere questo incarico ed a proporre insegnamenti, attività e laboratori sulla gentilezza, in cui si insegna a dire grazie, per favore e a chiedere scusa.


Prima dell'emergenza sanitaria da Covid-19, i laboratori realizzati nelle scuole includevano anche l'utilizzo del contatto fisico come manifestazione di gentilezza, ad esempio attraverso l'insegnamento degli abbracci; come sanno bene le insegnanti, impegnate in prima linea nella promozione della gentilezza, oggi è necessario adottare misure di sicurezza che rendono necessaria l'esclusione di queste attività.

Ciò nonostante sono davvero molte le azioni gentili che possono essere insegnate ad alunni, figli o nipotini. Online è disponibile una bellissima raccolta di tutte le iniziative più concrete per la creazione di una Giocopedia.


La gentilezza come formula magica


La gentilezza può essere una vera formula magica per il nostro organismo. Quando si riceve un tocco gentile, i ricercatori hanno notato:

  1. una maggiore attività nella corteccia somato-sensoriale primaria;

  2. un aumento nella produzione di ossitocina, un ormone prodotto dall’ipotalamo e associato in particolare all’amore di coppia e materno e all'attività sessuale.

Adeguati livelli di ossitocina permettono di controllare e gestire meglio l’ansia, di qualunque natura essa sia. Il nostro corpo è quindi abituato a tradurre carezze e abbracci in piacere e gratificazione.


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Praticare la gentilezza nella vita di coppia

Le carezze e gli abbracci, come abbiamo visto, stimolano il cervello a produrre neuro-ormoni responsabili dei processi di gratificazione. È fondamentale per una coppia non dare per scontati questi gesti di gentilezza.


Quante volte è successo che tra partner conviventi non si ringrazi quando l’altra persona ha preparato la cena o portato fuori il cane? Attività come fare il bucato quasi sempre diventano una routine, così i “per favore” spariscono tra le lenzuola. A lungo andare ciò può diventare altamente nocivo, trasformandosi in una cattiva abitudine, che per fortuna non è troppo difficile da eliminare. Ecco 3 semplici consigli per iniziare a praticare la gentilezza nella vita di coppia:

  1. Lascia dei bigliettini che parlino per te: un post-it con su scritto un “grazie” da appendere al frigo o un “per favore” appoggiato sul cesto della biancheria, difficilmente non strapperanno un sorriso;

  2. Utilizza dei promemoria: sarà più facile ricordarsi di dare una carezza o un abbraccio in un momento inaspettato e sorprendere, così, il proprio partner;

  3. Sii gentile nei vostri momenti intimi: sapere che il partner sarà gentile, nelle attenzioni o nei gesti, renderà più facile lasciarsi andare con la fiducia di trovarsi in una relazione solida e sicura.


La gentilezza sempre con noi


Essere gentili non è solo un’attività bella e rispettosa per la nostra cultura, una convenzione sociale che aiuta a sedimentare ruoli e legami. Si tratta di una vera e propria chiave di volta per attivare le aree del cervello che trasmettono benessere e serenità.


Ecco perché in qualsiasi circostanza ci troviamo, sia che se siamo fra sconosciuti o tra amici, in una relazione professionale o personale, da soli o in coppia, la gentilezza sarà sempre un’ottima scelta.


«Quando la misura e la gentilezza si aggiungono alla forza, quest’ultima diventa irresistibile» Gandhi




Dott.ssa Roberta Autore

Membro del team di Unobravo

Psicologa cognitivo-comportamentale e sessuologa

https://www.unobravo.net/roberta-autore-psicologa-sessuologa