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La soggettività del terapeuta: come influenza la psicoterapia?


Nella psicoterapia contemporanea gran parte dell’attenzione è posta alla relazione psicoterapeutica, quindi anche alla soggettività del terapeuta.


L’obiettivo della psicoterapia oggi è aiutare il paziente a organizzare e riorganizzare la propria esperienza, creare nuovi significati e adottare nuovi punti di vista. Più che l’oggettività e la conoscenza di sé e della sua vera identità, l’individuo contemporaneo ricerca la solidarietà, la comprensione e l’accoglienza.


Questo ha comportato notevoli mutamenti nella tecnica psicoterapeutica, soprattutto in riferimento a tre elementi:

  1. posizione del terapeuta;

  2. all’azione terapeutica;

  3. obiettivi del trattamento.



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Due partecipanti: paziente e terapeuta


I recenti sviluppi hanno posto l’accento sul carattere interattivo della relazione terapeutica e sul carattere ormai utopico (e inutile) della neutralità del terapeuta, enfatizzando la spontaneità, la sintonizzazione e il coinvolgimento personale.


Tecniche come l’autosvelamento del terapeuta hanno mostrato di:

  • favorire l’apertura del paziente;

  • incoraggiare l’autostima e l’esplorazione di sè;

  • equilibrare le asimmetrie nella relazione;

  • aiutare i pazienti a comprendere e definire meglio le loro emozioni.

Scrive Bion:

“Indagate la cesura, non l’analista, non l’analizzando, non l’inconscio, non il conscio, non la sanità, non l’insanità. Ma la cesura, il legame, la sinapsi, il contro-transfert, l’umore transitivo-intransitivo”.

La relazione paziente-terapeuta è qualcosa che si stabilisce e si ristabilisce continuamente grazie a un’influenza mutua e continuativa nella quale paziente e terapeuta si influenzano e sono influenzati sistematicamente l’uno con l’altro.


La soggettività del terapeuta, dunque, se non temuta o allontanata, può costituire un potente strumento terapeutico.



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Una psicoterapia mutua ma asimmetrica


Da questo punto di vista la psicoterapia è mutua ma asimmetrica e in essa sia il paziente sia il terapeuta funzionano come co-partecipanti: entrambi lavorano al limite stesso dell’intimità.


Una nozione più ampia di mutualità nasce dall’idea che paziente e terapeuta si influenzano l’un l’altro sia consciamente che inconsciamente. Pur riconoscendo che anche i terapeuti comunicano alcuni aspetti delle loro vite psichiche e che anche i pazienti ascoltano e tentano di comprendere i propri terapeuti, la divisione di funzioni rimane asimmetrica.


La psicoterapia è inevitabilmente asimmetrica poiché paziente e terapeuta hanno ruoli, funzioni e responsabilità separate e quindi il materiale che essi generano non è mai equivalente.



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Come si rivela il terapeuta?


Nasce così l’idea che il terapeuta a volte può condividere con il paziente le proprie associazioni e le proprie esperienze anche prima di conoscere il loro significato o il loro senso terapeutico. Le parole, le osservazioni, le domande e le interpretazioni del terapeuta riflettono la sua specifica soggettività.


Tutto nel percorso terapeutico è coinvolgimento, non solo le idee, ma anche il comportamento. Essere un buon terapeuta non implica obiettività, ma una sviluppata facilità nell’usare se stesso per porre domande adeguate a fare interventi connotati affettivamente.


L’autosvelamento del terapeuta rappresenta un atto consapevole e deliberato basato sulla convinzione teorica che per sciogliere le modalità di relazione, strutturate inconsciamente nelle relazioni primarie e che inevitabilmente si ripropongono in tutte le relazioni significative, è necessario portarne a coscienza i significati nella relazione terapeutica.


Ciò implica la disponibilità del terapeuta ad esaminare tutti gli aspetti della relazione con il paziente, in una ricerca continua ed inesauribile di ipotesi spiegative sempre più mirate a fare emergere le sottili ragioni nascoste di comportamenti stereotipati e irrigiditi, la cui disfunzionalità è fonte di sofferenza per il paziente.





Dott.ssa Veronica Verlezza

Membro del team di Unobravo

Psicoterapeuta ad orientamento psicoanaltico relazionale

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