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Le distorsioni cognitive: quando la mente sbaglia

Le distorsioni cognitive sono dei processi di pensiero errati, che portano la persona a valutare le situazioni di vita quotidiana in modo poco funzionale. Questi errori cognitivi determinano tutte quelle convinzioni sbagliate che possiamo avere su noi stessi, sugli altri e sul mondo che ci circonda.


Molte volte la nostra mente utilizza delle modalità di pensiero più rapide, senza prestare attenzione ai dettagli e analizzare tutte le altre possibilità che possiamo prendere in considerazione per esaminare uno specifico evento. Nella nostra mente scattano dei pensieri cosiddetti "automatici”, che mettiamo in atto in modo non del tutto consapevole e quindi senza rendercene conto.


Se qualcuno non ci saluta per strada, ad esempio, tenderemo a pensare che quella persona ce l’avrà per un motivo o per un altro con noi, senza prendere in considerazione il fatto che magari non ci ha semplicemente visti. Ancora, se non riusciamo a portare a termine un compito, penseremo di non essere in grado, escludendo la riflessione di avere capacità in altri ambiti e riuscire in altri compiti.


“Per cambiare il modo in cui ci sentiamo rispetto agli eventi, dobbiamo cambiare il modo in cui pensiamo a questi eventi"

David Burns



Le distorsioni cognitive e l’ansia


Le distorsioni cognitive possono anche presentarsi nel momento in cui percepiamo una situazione come una minaccia in modo esagerato e sottostimiamo la nostra capacità di saper gestire la situazione stessa.


Immaginate un momento in cui vi siete sentiti davvero in ansia e a quanto avete prestato attenzione alla vostra preoccupazione rispetto a quel momento: l’ansia tende a metterci nella condizione di focalizzare l’attenzione solo ed esclusivamente sulla minaccia, sul pericolo che ne può derivare e sulla percezione che possiamo avere di noi stessi circa l’incapacità di fronteggiare la situazione.


Prestando attenzione solo a questi fattori, non riusciamo a prendere in considerazione altri punti di vista e interpretazioni meno negative: tutto ciò genera un prolungamento dello stato ansioso stesso.



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Quali sono le distorsioni cognitive?


Albert Ellis e Aaron Beck due importanti psicologi, negli anni’60 con il loro modello cognitivo, hanno studiato e stilato una lista delle distorsioni cognitive evidenziando come i nostri pensieri sono caratterizzati da errori e come una stessa situazione può essere interpretata diversamente a seconda delle persone.


Tra le più comuni distorsioni cognitive troviamo:


1) Pensiero Dicotomico (o del tutto o nulla): Consiste nell’elaborare la realtà senza sfumature, in termini rigidi e assoluti di tutto o niente. Le cose accadono sempre oppure non accadono mai, sono tutte buone o tutte cattive, sicure o pericolose, non c’è in pratica nessuna via di mezzo.


2) Ipergeneralizzazione: Si riferisce a quando giungiamo a delle conclusioni generali in base a quello che accade in un unico evento : pensare che la vita è fatta solo di eventi negativi perché magari un’esperienza vissuta si è rivelata negativa.


3) Pensiero catastrofico: Si presenta quando focalizziamo il peggiore esito possibile di una situazione. Si presta attenzione quindi, solo alla possibilità di esiti minacciosi ed esclusivamente negativi.


4) Doverizzazioni: Pensare di dover necessariamente comportarsi o sentirsi in un determinato modo. Le doverizzazioni si riferiscono anche alle affermazioni drastiche su come dovrebbero andare le cose.



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5) Inferenza arbitraria (saltare alle conclusioni):L’inferenza arbitraria si ha quando da un particolare situazione o da un'impressione si arrivi alle conclusioni, spesso negative, senza esaminare il problema nella sua complessità. In poche parole ci si aspetta che un esito temuto sia estremamente probabile.


6) Etichettamento: si riferisce a quando si definiscono le cose con un’unica etichetta invece che fare riferimento a cose specifiche, come ad esempio pensare di essere "un fallimento" piuttosto che ammettere di essere incapaci di fare qualcosa nello specifico.


7) Astrazione selettiva: consiste nell’interpretare una situazione considerando solo alcune informazioni e scartandone o sottovalutandone altre. La scelta delle informazioni da prendere in considerazione, è basata unicamente sulle proprie convinzioni: in questo modo diventa impossibile un’elaborazione valida e attendibile della realtà.


8) Ragionare in modo emotivo: Si ha quando le reazioni emotive diventano la prova di qualcosa: pensare che più è intensa la preoccupazione che proviamo, più la minaccia è reale e quindi si percepisce qualcosa di pericoloso solo perché in quel momento ci si sente in ansia.



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Come gestire le distorsioni cognitive?


Sebbene le distorsioni cognitive sono modalità di pensiero molto comuni tra le persone, a volte possono diventare difficili da gestire in quanto diventano delle modalità assolute generando disagio e sofferenza.


È necessario riconoscere come e in quale misura influenzano il nostro modo di vedere e di pensare la realtà: prima di valutare un evento, bisogna tener presente quali convinzioni e pensieri disfunzionali ci sono alla base. Il primo passo è quello di osservare i propri pensieri ed identificare quelli disfunzionali, esaminare altri punti di vista per poterli modificare.


Bisogna considerare nuove prospettive, mettere alla prova le proprie convinzioni sperimentando nuove modalità di pensiero più flessibili, più utili e positive da sostituire a quelle disfunzionali.


Infine se ci rende conto delle difficoltà nel gestire questi pensieri è opportuno rivolgersi ad un professionista. Nel nostro Team troverai psicologi esperti che ti sapranno aiutare a gestire le preoccupazioni!

“Gli uomini non sono turbati dalle cose, ma dalle opinioni che essi hanno delle cose”

Epiteto






Dott.ssa Francesca di Lorenzo

Membro del team di Unobravo

Psicologa cognitivo comportamentale

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