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Marijuana e attacchi di panico

Marijuana e attacchi di panico, cosa tenere in considerazione prima del consumo



Un po’ di storia della Marijuana


Nel 1965 il cittadino californiano Timothy Leary viene arrestato per possesso di Marijuana, condannato a 30 anni di carcere e a pagare una multa di 30.000 dollari. Per lui viene scelta una pena estremamente dura perché Mr. Leary è uno dei più importanti pionieri della controcultura americana riguardo all’utilizzo di droghe psichedeliche, ha migliaia di seguaci in tutto il paese, contatti con artisti importanti come John Lennon e agganci politici.


Benché molte persone oggi ignorino l’esistenza di quest’uomo, a me piace ricordarlo oltre ogni giudizio, se non altro perché era un collega, uno psicologo il cui valore storico fu quello di aprire gli occhi del mondo sugli effetti di certe sostanze. Così il mio obiettivo oggi è quello di informare i consumatori degli effetti più o meno piacevoli delle stesse.



Cos'è la Marijuana?


“Marijuana” è l’appellativo messicano che viene dato alla cannabis utilizzata a fine ricreativo, una droga capace di dare effetti psicotropi, facilmente reperibile, a basso costo, ritenuta “leggera” poichè la maggior parte delle persone che ne fa uso non incorre in effetti collaterali gravi che sono smaltiti in poche ore, non rischia dipendenza fisica né overdose.


Ma guardiamola più da vicino. Quando parliamo di cannabis di cosa stiamo parlando esattamente? La cannabis è una pianta che contiene due principi attivi, Il Thc tetraidrocannabinolo ed il Cbd, il cannabidiolo, di cui il primo produce degli effetti psicotropi, mentre il Cbd ha delle proprietà calmanti. La Marijuana utilizzata a fini ricreativi e con effetti euforici è quella carica di Thc, conoscere questa differenza e’ un primo passo per conoscere la sostanza e non fare "di tutta l’erba un fascio"!


In merito all’argomento sono due le domande che in quanto psicologo mi vengono rivolte spesso sulla cannabis, ovvero, a) la cannabis può essere un rimedio per i disturbi di ansia? e b) come è possibile che la cannabis porti a soffrire di disturbi d’ansia? La situazione è paradossale: la stessa sostanza che per molti ha un effetto calmante, per altri e’ la porta di ingresso per disturbi come l’attacco di panico.



Cannabis e attacchi di panico


La maggior parte dei consumatori può fare esperienza degli effetti della cannabis senza andare incontro ad alcun effetto collaterale, tuttavia ci sono alcuni soggetti che mostrano una particolare vulnerabilità alla sostanza e ai suoi principi attivi. Questi ultimi possono sviluppare più facilmente sia disturbi d’ansia sia disturbi psichiatrici gravi anche dopo il primo consumo.


Una certa predisposizione genetica influisce sul modo in cui le persone reagiscono alle sostanze, per esempio stessa cosa avviene con l'alcool: abbiamo soggetti fortemente resistenti e altri che possono sviluppare rapidamente una dipendenza fino ad accusare danni gravi.



Cosa fare quando si accusano determinati sintomi in seguito all'utilizzo di Marijuana?

Come regolarsi per non avere degli effetti collaterali spiacevoli? E’ possibile prevenire gli attacchi di panico? La prima risposta ovviamente è che l’astinenza dall’utilizzo porta a zero il rischio, mentre in caso contrario occorre tenere a mente delle variabili cruciali.


1. Setting

Questa sostanza è legale in pochi stati e questo fa sì che il prodotto non sia sempre di origine controllata. Spesso il prodotto è contaminato da sostanze tossiche come il piombo che ne aumenta il peso o altre sostanze che se inalate possono dare sintomi fisici gravi, collegati erroneamente al prodotto in sé. Il setting inoltre agisce sulle condizioni di persone psicologicamente fragili, ad esempio il solo sapere di commettere un reato o il fare qualcosa di nascosto per alcuni è già un fattore destabilizzante.


2. Equilibrio psicologico

In persone con tratti depressivi o con disturbi d’ansia la sostanza ha un'interazione diversa in quanto non agisce su meccanismi di rilassamento ma rischia di amplificare i vissuti poco piacevoli o nel caso peggiore li sguinzaglia lasciando il consumatore in uno stato di smarrimento, inquietudine e paranoia. Coloro che sanno di avere un substrato psicologico con difficoltà, dovrebbero fare qualche considerazione in più prima di assumere cannabis.


3. Modalità d’uso

Il modo in cui avviene il consumo è talvolta determinante per lo sviluppo di un attacco di panico. E’ ben noto che la cannabis possa essere assunta in diverse forme, si può dare un tiro leggero ad un joint o riempirsi i polmoni con un Bong, inalando quantità nettamente maggiori che non tutti reggono. Il colpo di grazia però arriva quando, per ignoranza o ingenuità, si pensa che la cannabis sotto forma di biscotti, brownie o space cake, sia più innocua. Sappiate che l'effetto dato dall’assunzione della cannabis tramite il sistema digestivo produce una intossicazione molto più lunga ed intensa rispetto all’inalazione. Il risultato in alcuni casi è drammatico e le possibilità di produrre un bad-trip aumentano.


Come già detto in precedenza, non tutti coloro che fanno uso di cannabis vanno incontro ad attacchi di panico. Il rischio sta nel fatto che in alcuni soggetti la sostanza potrebbe mettere in luce una fragilità latente e aprire le porte di un disturbo, per qualche minuto di ebbrezza.


L'informazione fa la differenza: la cannabis per molti anni è stata demonizzata, oggi invece è rivalutata e se ne apprezzano gli effetti positivi soprattutto nel combattere disturbi fisici. Come tutte le cose richiede conoscenza del prodotto, rispetto delle indicazioni e di una sostanza naturale, ma non per questo meno sicura.


Dott. Daniele Gargano

Membro del team di Unobravo

Psicologo psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

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