• unobravoteam

Mi sento un pesce fuor d’acqua: lo shock culturale


Vivere all’estero è il più delle volte un’esperienza entusiasmante: nuove opportunità, nuovi stimoli, nuovi ambienti. Ma, soprattutto in alcuni momenti, può accadere che si provino sensazioni di disagio e si viva qualche fatica. Potrebbe trattarsi di shock culturale.

In questo articolo vi parlerò di cosa sia lo shock culturale, di quali fasi potrebbe capitarvi di attraversare quando vi trasferite in un paese straniero e vedremo insieme qualche consiglio per superare le difficoltà.



Leggi anche Lontananza dalla famiglia e Covid-19: la sfida degli Expat  


Shock culturale: cos’è e cosa significa


Tra i primi autori a occuparsi di shock culturale troviamo l’antropologo Oberg, nel 1960. L’autore descrive la sensazione caratteristica di chi vive questa condizione, ovvero quella di chi, in seguito ad una relocation si sente come “un pesce fuor d’acqua”. Altri autori, ad esempio Mazzetti (1996) parlano di stress da transculturazione per indicare una situazione affine.


Questa sensazione di spaesamento deriva dal fatto che ci si trova rapidamente a dover gestire una situazione completamente nuova, un po’ come se fosse il primo giorno di scuola.

Quando ci spostiamo da un paese all’altro, ancor più se ci spostiamo da un continente all’altro, per non parlare di quando ci spostiamo per esempio da Occidente ad Oriente e viceversa, la complessità degli stimoli è grande. E questo vale ancora, anche se viviamo in un mondo sempre più globalizzato.


Se conosciamo la lingua locale siamo agevolati, ma il processo comunicativo è fatto anche di comunicazioni non verbali e di prossemica, a volte ancora più difficili da interpretare rispetto alla lingua stessa. Un ruolo importante può essere giocato dalla percezione di avere un corpo straniero, cioè di portare tratti somatici che indicano immediatamente un’appartenenza estranea.



Leggi anche Come sopravvivere ad una storia a distanza 


Le 4 fasi di adattamento ad una nuova cultura


Oberg ha descritto le 4 fasi che si possono attraversare nel processo di adattamento ad una nuova cultura. Eccole di seguito:

  1. Stadio della luna di miele: è quello che ci può’ capitare anche quando facciamo un viaggio. Arriviamo in un posto nuovo e ci sentiamo profondamente curiosi, affascinati e siamo interessati alla cultura locale.

  2. Fase di crisi: le differenze comunicative e culturali ci portano a sperimentare sentimenti di inadeguatezza e frustrazione, in qualche caso anche rabbia. In questa fase è molto comune sentire il bisogno di stare con persone della nostra stessa nazionalità.

  3. Periodo di ripresa: iniziamo a conoscere meglio la nuova cultura e i sentimenti negativi iniziano a perdere intensità. In questa fase è molto comune iniziare a trattare le proprie difficoltà con un pizzico di ironia.

  4. Periodo di adattamento: ci sentiamo a nostro agio nel nuovo contesto e stiamo “bene nei nostri panni”.


Mi sento un pesce fuor d’acqua: cosa posso fare?


Per superare lo shock culturale e affrontare la crisi è importante imparare a riconoscere le proprie emozioni e dare loro un senso. Sapere che emozioni come ansia, disagio, stress, tristezza, inadeguatezza e rabbia possono essere comuni quando ci si sposta da un paese all’altro ci aiuta ad accettarle, abbassando il volume di quella voce interiore che potrebbe suonare più o meno così: “Hey, ma hai realizzato il tuo progetto? Cosa vuoi di più!” oppure “Hai voluto la bicicletta, adesso pedala!!!” o ancora “Non sei mai contento, non starai bene da nessuna parte”.


Alcuni consigli per affrontare l'espatrio


In conclusione, ecco 4 consigli utili per chi vive o sta pensando di trasferirsi all'estero:


  1. Partecipa a incontri sulla cultura del paese ospitante prima di partire. Di solito le istituzioni universitarie e le aziende multinazionali ne propongono alcuni, così come i consolati e le camere di commercio.

  2. Leggi libri e guarda film scritti e diretti da autori del paese ospitante; questo può aiutare a prendere confidenza in maniera piacevole e in un contesto “protetto” con gesti, rituali e tradizioni.

  3. Cerca gruppi per expat nel paese ospitante. In molte realtà esistono gruppi per facilitare la rete e lo scambio di esperienze tra stranieri. Sono spesso associazioni che organizzano incontri periodici (anche on line in epoca Covid-19), gite e momenti di condivisione nel tempo libero.

  4. Fai conoscenza con qualcuno del posto. Avere la possibilità di parlare con qualcuno del luogo nei momenti di incertezza è come avere un porto sicuro in cui rifugiarsi.




Dott.ssa Raffaella Silvana Papa

Membro del team di Unobravo

Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento Analitico-Transazionale

https://www.unobravo.net/team/dott.ssa-raffaella-silvana-papa

Post recenti

Mostra tutti