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Pillola anticoncenzionale: tutto ciò che c’è da sapere


Combinate o mini, monofasiche o bi-trifasiche, da 21, 24 o da 28 giorni, di pillole contraccettive ce ne sono di tantissimi tipi e varianti.

Il momento in cui si sceglie di adottare un contraccettivo ormonale è delicato e deve essere accompagnato da uno specialista che possa consigliare la donna sull’opzione migliore per lei.


Solitamente la prima mossa è la prescrizione di analisi del sangue volte ad indagare la “buona salute” generale e soprattutto dal punto di vista ormonale. Importante per la scelta della tipologia di pillola è anche la motivazione, in quanto la si può assumere sia per ragioni puramente contraccettive sia per motivazioni mediche (ad esempio presenza di cisti ovariche, dismenorrea). Un’accurata indagine preliminare permette di trovare la pillola adatta già al primo tentativo anche se spesso capita di doverne cambiare più di una prima di trovare quella giusta.


Passiamo dunque alle domande più frequenti sull’argomento che possono aiutarvi a debellare dubbi e sfatare miti.


“La pillola fa ingrassare?”

No. Non vi è alcuna correlazione scientifica tra aumento di peso e assunzione di pillola contraccettiva. Quelle attualmente in commercio non provocano aumento del senso di fame né cellulite o ritenzione idrica. Tali effetti fortemente indesiderati erano presenti nelle prime pillole e da allora la scienza ha fatto passi da gigante riequilibrando le dosi di estrogeni, causa principale degli effetti suddetti.


“Cosa succede se dimentico di prendere la pillola?”

Dipende. Sul bugiardino di ogni farmaco vi sono le indicazioni e le possibili precauzioni da prendere in caso di dimenticanza o malassorbimento, causato talvolta dalla somministrazione di altri farmaci (solitamente antibiotici ma non tutti), vomito o diarrea consistente entro 4-5 ore dall’assunzione. In linea di massima si consiglia di prendere la pillola dimenticata, anche se questo vuol dire assumerne due in un giorno, e associare un metodo contraccettivo di barriera (preservativo) per i 7 giorni successivi. Tuttavia ogni pillola ha la sua modalità di funzionamento e nei casi più particolari è sempre bene consultare il proprio ginecologo.


“Prendere la pillola per un lungo periodo rende infertili?”

L’obiettivo della pillola contraccettiva è impedire l’ovulazione, mettendo le ovaie a riposo e provocando un ciclo mestruale “artificiale”. Nel momento in cui si interrompe l’assunzione della pillola, le ovaie tornano a funzionare normalmente e la capacità procreativa è ristabilita, indipendentemente dalla lunghezza del periodo in cui la si è assunta. Sebbene sia prassi consigliare di non superare 5 anni di assunzione consecutiva, non vi è tuttavia alcuna indicazione scientifica a supporto di ciò.


“Se prendo la pillola avrò tanti effetti indesiderati?”

Gli effetti indesiderati possono variare da persona a persona, anche se una grande percentuale di donne non ne sperimenta nessuno. I più comuni sono cambiamenti d’umore, irritabilità o perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra nei primi mesi (spotting). Prima di pensare di cambiare contraccettivo si consiglia di aspettare almeno 3 mesi, periodo entro il quale solitamente il corpo si abitua e i piccoli disturbi rientrano.


“La pillola provoca un calo del desiderio?”

Ciò che potrebbe rendere i rapporti sessuali “ostici” è la secchezza vaginale che alcune pillole possono provocare. La problematica può essere alleviata tramite un adeguato lubrificante (in farmacia ce ne sono diversi e molto simili al lubrificante naturale) e una corretta igiene intima (preferire detergenti con una bassa acidità o base di olio). Con gli attuali dosaggi è veramente raro che vi sia un calo del desiderio.



“Chi ha il ciclo mestruale irregolare può prendere la pillola?”

Certo. La pillola permette di regolarizzare al massimo il ciclo mestruale e prevederlo come un orologio svizzero. Non a caso è utilizzata proprio per questo motivo, quando per motivi medici (ovaio policistico ad esempio), si verificano disturbi quali amenorrea e disfunzione ovulatoria.


“La pillola provoca Tromboembolismo venoso?”

L’EMA e l’AIFA hanno recentemente confermato che la pillola aumenta il rischio di trombosi venosa, ma l’aumento del rischio è basso in termini numerici (circa 10 volte meno che in gravidanza) e dipende dalla dose e dal tipo di estrogeno presente nel composto e dal tipo di progestinico. Con le pillole che contengono estradiolo i dati di laboratorio dimostrano un rischio molto più basso, anche se mancano i dati epidemiologici. Al contrario, a chi ha una storia familiare di trombosi o di soffrire di malattie della coagulazione è assolutamente sconsigliato assumere la pillola e anche gli altri contraccettivi ormonali.


“La pillola provoca depressione?”

L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha recentemente pubblicato un aggiornamento in merito, dichiarando il rischio di umore depresso e comportamenti suicidari per chi assume un contraccettivo ormonale (pillola, anello vaginale, cerotto, spirale e impianto sottocutaneo). Franca Fruzzetti, ginecologa dell'Ospedale Santa Chiara di Pisa, ha dichiarato: «Studi in laboratorio hanno infatti chiaramente dimostrato che mentre alcuni progestinici hanno un effetto negativo su alcuni neurosteroidi importanti nel controllo dell’ansia, altri non hanno questi effetti e determinano un incremento delle beta endorfine, ossia i mediatori del benessere. Nei soggetti poi con familiarità o profili a rischio per depressione o scarsa capacità di controllo dell’ansia, gli ormoni potrebbero indurre un peggioramento e favorire la comparsa di uno stato depressivo». In sintesi, non vi è ragione di allarmarsi più di prima, le recenti avvertenze sono volte a sensibilizzare le pazienti e i medici su una corretta informazione e un’anamnesi adeguata al fine di evidenziare quelle situazioni che potrebbero essere peggiorate dall’uso degli ormoni.


In conclusione, la pillola rimane il metodo contraccettivo più efficace per prevenire le gravidanze non desiderate, ha un piccolissimo margine di fallimento che può essere legato ad un uso scorretto (per esempio le dimenticanze) e/o per l'assunzione contemporanea di farmaci che ne riducono l'efficacia. NON E’ IN GRADO DI PROTEGGERE DA MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI, azione che può avere solo il preservativo!


I benefici, oltre ad un’elevata efficacia e reversibilità, riguardano anche la cura dell’acne e della dismenorrea, oltre alla possibilità di prevenire alcuni tumori, soprattutto quello dell’ovaio o dell’endometrio, il cui rischio in termini di incidenza e mortalità si riduce mediamente del 50% a seconda degli anni di durata di uso del contraccettivo.



Dott.ssa Martina Truppo

Membro del team di Unobravo

Psicologa, Consulente Sessuologa e Spec. Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale

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