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Psoriasi: cause e conseguenze psicologiche


“La pelle è un sottile foglio di tessuto che avvolge il corpo. Fisiologicamente essa è un organo piuttosto semplice; dal punto di vista sociale e psicologico, invece, è un organo altamente complesso. La pelle è un confine tra il mondo esterno e quello interno, tra l’ambiente e il proprio sé ” David Le Breton

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Che cos’è la psoriasi?


Il 29 ottobre è la Giornata Mondiale della Psoriasi, una malattia infiammatoria cronica che colpisce la pelle e/o le unghie e le articolazioni. Il disturbo può manifestarsi in diverse zone del corpo, ma soprattutto colpisce mani, piedi, gomiti, ginocchia e cuoio capelluto. Queste aree vengono ricoperte di squame di un colore biancastro ed in alcuni casi le lesioni causano prurito, bruciore e dolore.

Il termine “psoriasi”, coniato solo nel 1841, deriva dal greco “psora” (prurito), sebbene le prime descrizioni del disturbo possono essere fatte risalire all'impero babilonese e a diverse descrizioni trovate in papiri egizi.


I sintomi della psoriasi possono manifestarsi in una varietà di forme. Le varianti includono la psoriasi a placche, la psoriasi pustolosa, la psoriasi guttata e la psoriasi flessurale.

In base alla gravità (estensione sulla superficie corporea) la psoriasi può essere divisa in: leggera, moderata e grave.


Quali sono le cause della psoriasi?

Le cause ad oggi non sono ancora chiare né univoche, ma sicuramente si tratta di una condizione dovuta a più fattori. Oltre ad una componente genetica e immunologica, gioca un ruolo fondamentale, l’influenza della nostra mente sugli avvenimenti quotidiani.

Alcuni fattori possono esacerbare i sintomi o riattivare la malattia dopo un periodo di remissione, tra questi troviamo:

  1. Lo stress psico-fisico: è l'insieme di reazioni che si verificano nell'organismo a fronte di eventi destabilizzanti la sfera emotiva e/o fisica. Lo stress influenza in particolar modo i soggetti che hanno più facilità a somatizzare a livello cutaneo (Skin Reactors).

  2. Traumi: spesso la psoriasi insorge dopo un trauma come un incidente stradale, una frattura ossea, un intervento chirurgico particolarmente debilitante. Non è chiaro se sia il trauma a indurre la psoriasi, oppure lo stress psichico conseguente, o entrambi.

È quindi una malattia multifattoriale che porta a disagio psicologico, stigmatizzazione sociale e comorbilità con altre diagnosi.

È proprio la nostra pelle quella che fa da intermediario e assorbe quello che è dentro di noi per comunicarlo all'esterno. La psoriasi rappresenta simbolicamente nel corpo la difficoltà di comunicare le emozioni. Il soggetto si sente fragile e costruisce uno scudo per ridurre gli scambi con il mondo esterno, che vive come pericolosi.


L'impatto della psoriasi: le conseguenze psicologiche

La psoriasi incide notevolmente e in maniera negativa sulla qualità della vita dei soggetti affetti. I pazienti che soffrono di psoriasi riportano conseguenze psicologiche quali:

  • depressione

  • ansia

  • isolamento sociale

Nello specifico hanno pensieri sproporzionati e persistenti circa la gravità dei propri sintomi, soffrono di un elevato livello di ansia legato alla propria salute e/o ai sintomi stessi ed infine spendono tempo ed energie preoccupandosi.


Impatto della psoriasi sulla vita sociale


La persona che ne soffre può apparire socievole, ma in realtà non approfondisce mai troppo la relazione con l’altro: fatica ad esprimere le emozioni e si sente fragile in alcuni ambiti della vita quotidiana.


Le abitudini cambiano a causa della malattia, il soggetto si sente diverso, prova imbarazzo rispetto al proprio corpo, cercando di nasconderlo il più possibile, limitando così quelle situazioni in cui dovrebbe esporsi (come andare al mare, piscina, indossare indumenti corti o costume). Soprattutto i giovani, per paura del giudizio, del rifiuto e del confronto con gli altri, vivono con frustrazione la malattia.


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Le emozioni più comuni, responsabili delle difficoltà nelle relazioni sociali delle persone affette da psoriasi, sono:

  • Rabbia: si attiva quando si interpreta l’evento come un ostacolo al perseguimento di un proprio obiettivo o quando si ritiene di avere subito un torto, un danno. La sua funzione è quella di avvisare della presenza di una minaccia alla sua sopravvivenza, all’autostima, all'immagine sociale e alla possibilità di essere vittima di un’ingiustizia.

  • Vergogna: nasce dalla valutazione della propria inadeguatezza, mettendo in discussione l’individuo, il suo “come sono”; porta ad arrabbiarsi o a isolarsi.

  • Imbarazzo: legato al pensiero di avere contraddetto regole sociali che possono non essere condivise dall'individuo e/o dai soggetti con cui si relaziona.

Queste emozioni spesso sfociano in veri e propri cambiamenti nel comportamento, portando alla riduzione delle possibilità di una vita sociale, inibendo le relazioni con gli altri. Non tutti trovano strategie necessarie per fronteggiare la malattia.


Infatti il disagio psicologico può portare a una cattiva immagine di sé, una depressione significativa che a sua volta porta al ritiro e al conseguente isolamento sociale. I soggetti affetti valutano la psoriasi, come una condizione problematica significativa nello svolgimento della vita di tutti i giorni.



Come curare la psoriasi

In antichità, le prime terapie per combattere la psoriasi prevedevano bagni con acque sulfuree, fanghi, pomate grasse e oli. Come già abbiamo sottolineato, essendo un disturbo multifattoriale, per prima cosa è opportuno fare una visita specialistica, che possa aiutare ad alleviare il prurito e la zona colpita con trattamenti di tipo farmacologico.


Per quanto riguarda la mente e quindi la parte riguardante le cause che possono sviluppare la malattia e le strategie che possono aiutare a fronteggiare le conseguenze che essa comporta, è opportuno un percorso psicologico.


Tra i diversi ambiti della psicologia troviamo la psicosomatica, che si pone come obiettivo quello di indagare la relazione tra soma e psiche, quindi tra il mondo emozionale-affettivo e il corpo. La psoriasi si può definire come un disturbo psicosomatico, ovvero rispecchia quelle malattie la cui evoluzione è influenzata da componenti psicologiche quali pensieri, emozioni e comportamenti.


Nel dettaglio il disturbo è studiato dalla psicodermatologia, che si occupa nello specifico dei disturbi della pelle, utilizzando tecniche psicologiche e psichiatriche. La psicodermatologia postula che una varietà di condizioni della pelle possa essere guarita dalla mente.


Per approfondire l'argomento, ecco alcuni libri consigliati sulla psoriasi:




Dott.ssa Ludovica Andreoni

Membro del Team di Unobravo

Psicologa ad orientamento cognitivo-comportamentale

https://www.unobravo.net/ludovica-andreoni-psicologa