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Quando il silenzio diventa tossico: i segreti familiari

Il segreto familiare costituisce spesso un problema di comunicazione che può avere delle conseguenze importanti per i membri della famiglia. Perché è una minaccia al benessere psicologico?


Scopriamo insieme quali sono i segreti che rendono tossico il clima all'interno della famiglia, qual è la loro origine e il modo migliore per affrontarli.


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Quali sono i segreti tossici?


Non tutti i segreti sono uguali. La presenza di qualcosa di non detto all'interno di una relazione non la rende tossica di per sé. Cos'è allora che rende disfunzionale la presenza di un segreto? Possiamo distinguere tra due principali tipologie di segreti all'interno della famiglia:

  1. segreti funzionali al mantenimento della privacy e di un'identità distinta dagli altri membri;

  2. segreti che ostacolano la comunicazione.


I segreti che tutelano l'identità personale


All’interno di ogni famiglia, ogni membro ha diritto alla dimensione della privacy e ai propri spazi di pensiero che lo rendono un soggetto separato e distinto dagli altri componenti del sistema familiare.


Pensiamo a quanto sia importante mantenere un certo livello di comunicazione riservata all’interno della coppia, oppure a quanto sia frequente che i ragazzi in fase adolescenziale non condividano emozioni, eventi e pensieri con i loro genitori. In molti casi, tenere per sé uno spazio di privacy, contribuisce a differenziarci e a definire la propria identità e il nostro ruolo dentro e fuori dalla famiglia.



I segreti che ostacolano la comunicazione


Diversamente, quando il segreto riguarda una o più persone della famiglia (anche indirettamente) a cui viene deliberatamente nascosto, costituisce un blocco della comunicazione che impedisce la completa consapevolezza della propria storia e inquina le dinamiche relazionali.


Pensiamo all’effetto che può avere occultare informazioni come l’origine adottiva dei figli, l’omosessualità di un parente, la presenza di altri figli al di fuori del nucleo familiare, una storia di abuso, gravidanze non desiderate, un suicidio, ecc.

Tuttavia, conoscere la propria storia familiare e i suoi aspetti più significativi è davvero importante per comprendere bene chi siamo, chi sono gli altri e per costruire con loro delle relazioni funzionali.


Occultare questi eventi non solo rischia di generare sfiducia nei confronti di chi detiene il segreto ma rende confuso il modo di comunicare e di gestire le emozioni all’interno delle relazioni. Inoltre, il segreto familiare, se condiviso soltanto con alcuni membri della famiglia, genera delle coalizioni improprie con il rischio, per chi non ne è a conoscenza, di sentirsi escluso senza conoscere il motivo.


L’origine del segreto in famiglia


Spesso, il segreto si crea con l’obiettivo di evitare il senso di colpa o vergogna per un fatto accaduto oppure per paura del giudizio, proteggendo così l’immagine sociale dei singoli individui e dell’intera famiglia.


Altre volte, il non-detto si genera attorno a eventi traumatici non adeguatamente elaborati (es. lutti, violenze) sperando di limitare la sofferenza emotiva che deriva dal ricordo e dalla condivisione degli stessi.


In altre occasioni ancora, si nasconde per proteggere i propri cari (spesso illusoriamente) dal dolore che potrebbe causare la conoscenza della verità (es. la presenza di altri figli da relazioni extra-coniugali, un suicidio, ecc.).


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Quando il segreto perdura nel tempo


Nonostante sembri che mantenendo il segreto si risparmi della sofferenza, i suoi effetti deleteri possono perdurare da una generazione all'altra. Come avviene questa trasmissione?


Gli sforzi consapevoli per mantenere un fatto segreto nella vita quotidiana non sono mai pienamente efficaci. Anche quando il suo contenuto non viene svelato, il segreto porta per chi lo custodisce un carico emotivo e una responsabilità che condiziona in modo importante il modo di relazionarsi e di comunicare con gli altri membri della famiglia.


In queste condizioni, il flusso della comunicazione non può essere genuino e gli scambi appaiono forzati, pieni di tabù incomprensibili, di contraddizioni tra il linguaggio verbale e non verbale e di reazioni poco coerenti con il “qui ed ora”.


L’ambiente familiare diventa in questo modo confondente e disorientante. Dal momento che la famiglia è il contesto primario in cui si sviluppano le principali competenze relazionali ed emotive, i fatti accaduti nelle generazioni precedenti, e tenuti nascosti, potrebbero influire sulle generazioni successive.


Nei casi più estremi, le dinamiche disfunzionali che si instaurano intorno al segreto familiare costituiscono un importante fattore di rischio per l’emergere di problemi a livello psicologico (es. calo dell’umore, sintomi psico-somatici, difficoltà emotive, ecc.)


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Cosa fare?


Per elaborare l’impatto del segreto familiare è importante essere pronti al cambiamento e alle possibili reazioni avverse dei soggetti tenuti lontani dai fatti.

Prima di svelare un segreto, ecco 5 consigli utili per a chi decide di rompere il muro del silenzio:

  1. scegliere il momento e le circostanze adeguate;

  2. rispettare i tempi di ciascuno;

  3. favorire uno stile comunicativo aperto ed empatico;

  4. stimolare l’espressione delle emozioni;

  5. accogliere le reazioni emotive altrui.

A volte questi accorgimenti non bastano; allora può valere la pena farsi aiutare da un professionista esperto per favorire la comunicazione e contenere i diversi vissuti emotivi all'interno di un contesto neutro.





Dott.ssa Elena Perez

Membro del team di Unobravo

Psicologa sistemico-relazionale

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