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Ritrovare il proprio benessere attraverso la musica

A chi non è capitato di essere giù di morale e di ascoltare della musica per tirarsi su? Quante volte, sentendo trasmettere una canzone alla radio, ci siamo ritrovati a sorridere rievocando alla mente un ricordo felice? Tutti noi, fin da quando eravamo in fasce, abbiamo potuto sperimentare gli effetti della musica sulla nostra mente. Pensiamo alla ninna nanna che ci cantavano da bambini: una dolce melodia che aveva il potere di calmarci e di farci addormentare in un’atmosfera calda e rassicurante.


L’effetto della musica sulla nostro benessere è conosciuto da tempi antichissimi. Essa è presente in ogni cultura e in ogni età dell’uomo, accompagnandolo nelle più svariate attività.

Nell’antica Grecia, Apollo era considerato dio della medicina e della musica; i greci ritenevano che il compito della medicina fosse di riportare armonia nel corpo umano.


L’importanza della musica nel mondo antico è testimoniata anche dal mito di Orfeo ed Euridice. Con il suono della sua lira, Orfeo riesce nella più ardua delle imprese: commuovere le terribili Furie, incarnazione del male e delle passioni più sfrenate, per poter liberare la sua amata Euridice. In molti popoli primitivi, ancora oggi, sciamani e stregoni utilizzano suoni e canti per curare le malattie. Come spiegare oggi l'enorme potere della musica di incrementare il nostro benessere? Scopriamolo insieme.



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Cosa ci succede quando ascoltiamo della musica?


L’ascolto musicale non avviene solo attraverso il timpano, ma è un evento che coinvolge tutto il corpo. Quando un’onda sonora lo colpisce, infatti, il corpo umano (composto per il 60-65% di acqua) vibra e risuona insieme con essa. La musica mette in azione tutta la sensorialità umana ed è per questo motivo che può essere utilizzata a scopo terapeutico.


La musica congiunge perché porta a consuonare tutto ciò che è capace di vibrare” (A. Romano)

La musica, infatti, oltre a suscitare un ampio spettro di emozioni, produce delle risposte a livello fisico, che molte persone descrivono come “avere i brividi” oppure “avere la pelle d’oca”.



È sufficiente ascoltare musica per ottenere un effetto terapeutico?


Se il semplice ascolto della musica può produrre un effetto positivo sul nostro benessere, non va confuso con la musicoterapia vera e propria, che è un intervento che si basa sul rapporto musicoterapeuta-paziente.


La musicoterapia, per citare la definizione della World Federation of Music Therapy, è


“l’uso professionale della musica e dei suoi elementi da parte di un musicoterapeuta qualificato con individui, gruppi, famiglie o comunità che cercano di migliorare la loro qualità di vita e la loro condizione fisica, sociale, comunicativa, emotiva, intellettiva e spirituale. La ricerca, la pratica, l’educazione e la formazione in musicoterapia si basano su standard professionali in base ai differenti contesti culturali, sociali e politici”. (WFMT, 2011).


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Quale effetto ha la musica sulle nostre emozioni?


La musica, con il suo linguaggio universale, ha un enorme potere comunicativo. Ne esistono testimonianze in ogni cultura, presente o passata.


“La musica è un linguaggio di energia, una “vibrazione” di emozioni e gioia. Parla ai nostri principali desideri e sentimenti. Supera barriere linguistiche e confini politici, è un mezzo potente attraverso il quale gli esseri umani possono sentirsi in sintonia…” (Patrick Groneman)

Grazie all’apertura di canali di comunicazione verbali e non verbali, una canzone può trasmettere le stesse emozioni anche a persone molto diverse, per esempio per età e cultura di appartenenza. Lo ha dimostrato una ricerca dell’Università di Berkeley in California, che ha mappato le risposte emotive di oltre 2500 persone all’ascolto di canzoni di differenti generi; l’esperienza della maggior parte dei partecipanti allo studio era riconducibile a 13 emozioni: divertimento, gioia, erotismo, bellezza, rilassatezza, tristezza, fantasia, trionfo, ansia, paura, fastidi, ribellione, energia.


Parlando il linguaggio delle emozioni, la musica ci aiuta ad entrare a contatto con i nostri stati emotivi più profondi, permettendoci di esprimere ciò che è difficile pronunciare a parole.



Quali sono gli effetti della musica sul nostro cervello?


A livello neurofisiologico si è visto che l’ascolto di musica attiva i così detti circuiti neurali della ricompensa, coinvolti in tutte le sensazioni di piacere, come quelle derivanti dall’assunzione di cibo, dall’attività sessuale e dall’uso di droghe euforizzanti.


Per semplificare, questo circuito funziona attraverso il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che produce un senso di gratificazione, inducendoci a ripetere il comportamento che ne è stato responsabile. La dopamina stimola infatti il rilascio delle nostre “morfine naturali”, come le endorfine e le encefaline, responsabili della riduzione della tensione fisica e del dolore.


Probabilmente è questo il motivo per cui, pur non mostrando un così chiaro vantaggio per la sopravvivenza (come l’assunzione di cibo e l’attività sessuale), la presenza della musica è documentata fin dall’inizio della storia dell’uomo. Alcuni studiosi ipotizzano che la musica sia stata presente fin dal Paleolitico, quando gli esseri umani cominciarono a riprodurre con mani e piedi i suoni ritmici della natura, come il galoppo di un cavallo o il battito di un cuore.



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Come può la musica incrementare il nostro benessere?


Nell’Antico Testamento si narra di come Saul curasse la depressione del re Davide con il suono della sua arpa. La musica, influendo sulle nostre emozioni, può essere utilizzata per promuovere la salute fisica e psicologica, oltre che come strumento terapeutico in contesti clinici.


La letteratura scientifica ha documentato come la musica possa essere una forma di terapia poco costosa e priva di effetti collaterali, capace di apportare benefici in numerose condizioni, come:

● Disturbi dell’umore, come la depressione

● Disturbi della comunicazione

● Malattie neurologiche

● Gestione del dolore cronico

● Riduzione dell’ansia

● Patologie dell’invecchiamento (Alzheimer, Parkinson, ecc.)


A chi non è capitato di ascoltare una canzone per alleviare lo stress? Col suo effetto rilassante, la musica ci fa stare meglio modulando la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la temperatura corporea, la conduttanza della pelle e la tensione muscolare. In gravidanza, ad esempio, ascoltare musica classica aiuta a trasmettere al feto un senso di quiete e ad unire psicologicamente madre e figlio.


La musica ha inoltre un potente effetto di aggregazione sociale. Pensiamo alle marce suonate dalle bande musicali, capaci di unire gruppi di persone in una comune celebrazione o ancora ai balli di gruppo, che creano da sempre connessione in ogni tipo di festività o rituale.


L’educazione musicale si è dimostrata molto importante per lo sviluppo dei bambini, producendo effetti positivi sullo sviluppo del linguaggio, della comunicazione e delle capacità di Problem Solving.



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7 modi per regolare le tue emozioni con la musica


Abbiamo visto come “l’arte delle muse” (questo il significato, dal greco, del termine μουσική) abbia numerosi benefici per la nostra salute, aiutandoci a mantenere uno stato di benessere duraturo. Per concludere, sintetizziamo i 7 modi in cui la musica può essere utilizzata per regolare i nostri stati d’animo:

  1. Passatempo: una canzone può servirci a riempire momenti quotidiani di noia, come viaggiare, fare lavori domestici, aspettare alla fermata dell’autobus, ecc.

  2. Effetto energizzante: la musica ci aiuta a riacquistare forza ed energia; ascoltare una canzone al mattino può darci la giusta carica per affrontare la giornata.

  3. Sensazioni forti: soprattutto se ascoltata dal vivo, la musica può sollecitare in ognuno di noi intense emozioni e sensazioni, regalandoci momenti unici.

  4. Distrazione: per allontanare dalla propria mente pensieri spiacevoli e gestire emozioni quali rabbia, tristezza e senso di colpa, cantare una canzone può essere una buona idea.

  5. Scaricare la tensione: con le sue vibrazioni la musica può favorire l’espressione di emozioni negative, facendoci sentire come se ci fossimo liberati di un pesante macigno.

  6. Lavoro mentale: ascoltare un brano musicale può ridurre la fatica mentale, migliorando la creatività e stimolando la memoria.

  7. Conforto: rispecchiandoci nelle parole di una canzone possiamo trovare un modo per auto confortarci e ottenere sollievo dalle emozioni negative.



Dott.ssa Emma Lerro

Membro del Team di Unobravo

Psicologa cognitivo-comportamentale

www.unobravo.net/emma-lerro-psicologa

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