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Senso di appartenenza ed espatrio

Cosa significa appartenere?


Il bisogno di appartenenza è una delle tematiche più comuni tra coloro che si trasferiscono in un paese straniero, costretti a rimettere in discussione questo importante aspetto della propria identità durante il loro peregrinare, nel tentativo di mettere finalmente radici.


Non è sufficiente far parte di un gruppo sociale oppure vivere in un determinato paese per sentirsi appartenenti ad esso. L’appartenenza è il senso di inclusione e la percezione del proprio valore all’interno di un contesto. Ci sentiamo appartenenti quando:

  1. percepiamo di essere accettati come membri di un gruppo;

  2. le nostre differenze sono riconosciute e tollerate;

  3. ci sentiamo connessi con gli altri.


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Senso di appartenenza: come si costruisce?


Il bisogno di appartenenza compare molto precocemente nella vita di ogni individuo, fin dalle prime fasi del ciclo vitale. Presumibilmente tale esigenza insorge e si sviluppa nel momento esatto in cui entriamo a far parte della nostra famiglia, il sistema che rimarrà in assoluto il più importante e nel quale solitamente si resta più a lungo.


Il senso di appartenenza è messo a dura prova dai consueti ed inevitabili processi di differenziazione ai quali siamo tutti chiamati e che, da un certo punto in poi, possono emergere in tutta la loro spinta dinamica.


Laddove si è potuto sperimentare un senso di fiducia verso la propria famiglia di origine, tanto da potersene separare o allontanare, senza per questo risentire dell’allontanamento, il senso di appartenenza non necessita di ridefinizioni, anzi può addirittura arricchirsi con delle nuove appartenenze che si sperimentano nei legami sociali e interpersonali creati al di fuori del contesto famigliare.


Non a caso, i legami affettivi costruiti e interiorizzati nella propria famiglia costituiscono un solido sostegno che guiderà nell’esplorazione del mondo, certi di avere un’impalcatura che sorregge e protegge, un porto conosciuto e sicuro al quale fare sempre e comunque rientro.



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Da quando inizia a costruirsi il senso del legame affettivo?


Il primo rapporto che segna la nascita del senso di fiducia è certamente quello tra madre e figlio. Sulla base della natura di questo esclusivo attaccamento il bambino potrà imparare ad esplorare, scoprire e valutare non solo sé stesso ma anche il mondo fuori da sé, individuando l’esterno o come terreno di importanti e nuove scoperte, o, al contrario, come luogo di minacce e pericoli; questo a seconda di quanto la relazione con la madre venga percepita in termini di “base sicura”.


Sperimentare nel triangolo primario un senso di fiducia ed accoglimento, permette al bambino di “dotarsi” di profonde e solide radici che gli daranno l’opportunità di crescere ed evolvere, di costruire nuovi futuri legami senza vacillare, senza sentire di essere strappato via, o di non appartenere più.


Ognuno di noi è un po’ come il custode di un ricco tesoro fatto di eredità familiari, di miti, di modelli di riferimento e ruoli tramandati nel corso delle generazioni e sarà proprio questa eredità su come debbano funzionare i legami affettivi ad influenzare il modo di percepire e poi di vivere le successive relazioni che si instaureranno.


I legami famigliari narrano quella storia di affetti che ci è stata trasmessa nel corso delle generazioni, consentono di dare il proprio senso alla natura delle relazioni che si sperimentano nel presente e a quelle che si formeranno in futuro con gli altri, nel sociale, influenzando inevitabilmente la vita di tutti noi!



Cosa e come cambia quando ci si trasferisce all’estero?


Cambiare paese implica un cambiamento culturale, a cui si lega un venir meno del senso di similitudine con le persone che ci circondano. Tre sono i possibili scenari:


  1. sentirsi appartenenti al nuovo paese e al nuovo gruppo sociale;

  2. non sentirsi appartenenti al nuovo paese e al nuovo gruppo sociale;

  3. non sentirsi appartenenti né al paese e gruppo d’origine, né ai nuovi.


Coloro che non si sentono appartenenti al nuovo, oppure né al nuovo né a quello d’origine, si sentono spesso ignorati dagli altri e dalla comunità in generale, non si sentono riconosciuti e, a volte, si sentono rifiutati. Essi inoltre non condividono molti aspetti della cultura di riferimento. Opposto al senso di appartenenza vi è quindi un senso di alienazione, bassa autostima e poco sentimento di reciprocità.



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Consigli per accrescere il proprio senso di appartenenza


Due aspetti fondamentali che favoriscono il senso di appartenenza sono:

  1. il coinvolgimento e la partecipazione sociale;

  2. l’aggregazione e l'identificazione col gruppo.


La partecipazione attiva è un ingrediente fondamentale se si desidera aumentare l’esperienza di appartenenza. Se non creiamo connessioni con gli altri, è molto probabile che non ci sentiremo parte di un gruppo. Essere attivi socialmente aiuta a sentirsi vicini agli altri e a identificarsi con i modelli, i valori, gli obiettivi comuni, i comportamenti, le norme e gli interessi del nuovo paese.


Lo sviluppo del senso di appartenenza passa anche per l’identificazione sociale: accettiamo e condividiamo i valori e la cultura del gruppo nel quale viviamo e questo ci porta ad avvertire una similarità e un senso del “noi”.


Un aspetto interessante emerso da alcune ricerche è che più le persone sentono di appartenere ad un paese/ad un gruppo sociale, più hanno la sensazione che la vita sia significativa. Questo può avere un importante risvolto pratico: per incrementare il senso di appartenenza potrebbe essere utile aumentare le attività significative, ovvero tutte quelle attività che sono importanti per la persona, che piacciono, che danno soddisfazione e che regalano senso di realizzazione.


Caro Expat, come ti stai prendendo cura del tuo senso d’appartenenza?






Dott. Valerio Grassia

Membro del Team di Unobravo

Psicologo sistemico relazionale

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