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SOCIAL MEDIA: UN RISCHIO PER LA SALUTE MENTALE?


Consumare internet in maniera critica


I social media sono entrati quasi di soppiatto nella nostra esistenza, attraverso il computer e gli smartphone. Ci hanno connesso e si sono moltiplicati, rinnovandosi, sempre più veloci, sempre più presenti: come popolazione globale siamo più connessi di quanto non lo siamo mai stati nella storia della razza umana. Tuttavia questo ha un significato ed un prezzo.




L'incubo dello Youtuber

Immagina di essere uno Youtuber, una delle professioni legate al web, di avere 500.000 visite di media per ogni video che crei, di ricevere una pioggia di like, di essere al centro dell’attenzione. Immagina di essere sulla cresta dell’onda, la tua unica preoccupazione è quella di creare dei contenuti interessanti da pubblicare sul canale. Puoi essere creativo, dimostrare quel che sai fare usando il linguaggio e le tecnologie che ami.

Tutto va a gonfie vele, poi un giorno crei un video “sbagliato”. Passi da 500.000 a 50.000 visite.

La natura dei commenti cambia radicalmente e ti accorgi che l’opinione dei follower può cambiare come cambia il vento.

Immagina che molto rapidamente tutto quello che hai creato si sgretoli prima ancora che tu possa raccogliere i frammenti e riprovarci. Immagina il terrore che ti assale mentre i commenti degli haters crescono e vorresti cancellare tutto e nasconderti.

Questo è l’incubo di uno Youtuber, un incubo che per molti è stato realtà. I social media hanno un impatto importante nella vita di tutti noi, influenzano i nostri comportamenti, le nostre emozioni. E questo riguarda tutti gli utenti, non sono gli youtuber da milioni di visite, ma anche un semplice utilizzatore che passa dal consumo moderato alla dipendenza da social media. Senza accorgersene minimamente.


Il social ha il potere di farci stare bene. A meno che…


Il social media vive del nostro engagement, più siamo connessi, più esso si nutre e prolifica. E se controlliamo il telefono in maniera compulsiva per la maggior parte del tempo alla ricerca di like e notifiche per il social media non è un problema, che ci piaccia o no la sua sopravvivenza è legata al nostro utilizzo di esso. Il meccanismo è semplice, il social distribuisce delle vere e proprie ricompense per il nostro cervello, coinvolgendo le aree implicate nella regolazione di meccanismi come il piacere.


Se consideriamo il rivolgersi al social come a delle tecnologie hardware e software ci renderemo presto conto che essere su un social ha un costo, basta calcolare il tempo che spendiamo di fronte ad essi. È sufficiente entrare in una sala d’aspetto, in un treno, autobus o metropolitana per capire quanto ognuno di noi sia concentrato sulla sua finestra virtuale.

Sì è vero, alcuni di noi possono considerarsi immuni da questo meccanismo, alcuni di noi non hanno l’esigenza di postare immediatamente su Instagram quello che si trovano davanti, tuttavia la massa non fa altro che ingrassare di informazioni i vari social, i quali accumulano una quantità di dati tale da costituire una forma di intelligenza artificiale. Ma mentre tutto questo accade si modifica la vita di un semplice essere umano, i suoi rapporti.

Esiste un’affermazione scomoda ma veritiera secondo la quale There are only two industries that call their customers ‘users’: illegal drugs and software”.


Effetti collaterali dell'utilizzo dei social media


Le masse di users (gli utenti, utilizzatori del social media), si connettono al social e si disconnettono dalla realtà. Il problema è che il meccanismo sembra essere sfuggito di mano ed in pochi riescono a fare una valutazione adeguata della situazione. Questo utilizzo modifica i comportamenti, i pensieri, le emozioni degli utenti, a volte fino a mettere a rischio la loro salute mentale, la nostra salute mentale.

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La paura di non essere connessi

Gli studi condotti fino ad ora sull'utilizzo dei social media mostrano che gli utenti più attivi sviluppano una percezione di isolamento sociale, cui si associa la così detta Fear of missing out (Fomo).

La “paura di non essere connessi” al mondo sociale quando si è assenti dai media, produce quel bisogno di sentirsi connessi che a volte ha la meglio su qualunque cosa stia succedendo nella situazione reale in cui ci troviamo.


Il paradosso è che alcune persone abusano dei social media, pur di essere presenti, con l’effetto di distaccarsi dalla realtà. Molte persone sperimentano una sensazione di discomfort nel guardare foto di feste ed eventi alle quali non si è preso parte, quando invece non si rendono conto che quello è un frammento della vita e non la vita reale in sè. La realtà virtuale sostituisce la realtà.



Social media e senso di inadeguatezza

Un altro effetto collaterale osservato nell’utenza assidua dei social è l'aumento del senso di inadeguatezza legato ad alcuni aspetti della propria vita o del proprio aspetto fisico. Anche se le persone sanno che le immagini che vengono visualizzate sui social media sono manipolate, possono comunque sentirsi insicure al confronto su come appaiono. Alcuni social forniscono degli strumenti di fotoritocco che servono a nascondere dei “difetti” che non si vogliono mostrare. Il risultato è spesso una evidente forzatura.

Allo stesso modo, benché dovrebbe essere evidente che le persone tendano a condividere solo i momenti salienti della loro vita e raramente i momenti difficili, non diminuisce quel sentimento di invidia e insoddisfazione quando si osservano situazioni in cui l’altro risulta migliore, vincente. In alcune persone si scatena un meccanismo per cui si tende a creare una vita virtuale fittizia basata sull’esagerazione dei valori positivi, dell’ostentamento degli obiettivi raggiunti anche quando il risultato risulta palesemente irreale, illusorio.

Ricadute dell'uso dei media nella vita quotidiana

Gli esempi appena fatti riguardano dei comportamenti facilmente osservabili nell'interazione con i social media, ma ve ne sono altri più profondi che interferiscono con la vita quotidiana. Il ricorrere con frequenza al social media, ad esempio tramite smartphone, può portare a:


  1. caduta dell’attenzione e della concentrazione nell’esecuzione di un compito; si creano operazioni in multitasking che hanno un effetto deleterio sulle prestazioni lavorative e scolastiche o sulle semplici interazioni sociali.

  2. compromissione del ritmo sonno-veglia; molti utenti ricorrono ai social prima di dormire, al loro risveglio e anche nel corso della notte. L’utilizzo di dispositivi che emettono “luce blu” produce un effetto attivante del cervello antagonista dei meccanismi del sonno.



Ultime considerazioni


Questi meccanismi osservati sono alla base di uno squilibrio sia cognitivo che comportamentale, che possono progressivamente portare a stati di ansia e depressione.


È possibile ridurre al minimo gli effetti negativi dell'uso dei social media semplicemente iniziando a monitorare quanto il social stia modificando il corso delle nostre giornate, prendendo consapevolezza di quanto stia modificando le nostre attività quotidiane, lavorative, scolastiche, sociali, interpersonali.




Dott. Daniele Gargano

Membro del team di Unobravo

Psicologo psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

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