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Stress, ansia, preoccupazioni: la metafora del bicchiere d'acqua

Aggiornato il: 19 nov 2019




Il professore della Facoltà di Psicologia fa il suo ingresso in aula. Il suo corso è uno dei più frequentati. Prima che inizi la lezione c’è un gran vociare tra gli studenti che, riuniti a piccoli gruppi, parlano tra loro.

Il professore tiene in mano un bicchiere d’acqua. Nessuno nota questo dettaglio finché il professore, sempre con il bicchiere d’acqua in mano, inizia a girovagare tra i banchi dell’aula. Il professore cammina, incrocia gli sguardi dei ragazzi, ma rimane in silenzio.

Gli studenti si scambiano sguardi divertiti, ma non sono sorpresi. Qualcuno pensa che il gesto serva a introdurre una lezione sull'ottimismo e sul classico esempio del bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto.

Il professore, invece, si ferma, e domanda ai suoi studenti: – “Secondo voi quanto pesa questo bicchiere d’acqua?”

Gli studenti sembrano un po’ spiazzati dalla domanda, ma in molti rispondono ipotizzando un peso compreso tra i 200 e i 300 grammi.

– “Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante” – risponde il professore – “Ciò che conta davvero, è per quanto tempo lo tenete sollevato!”

Felice di aver catturato l’attenzione dei suoi studenti, il professore continua: – “Sollevatelo per un minuto, e non avrete problemi! Sollevatelo per un’ora, e vi ritroverete un braccio dolorante… Sollevatelo per un’intera giornata, e vi ritroverete un braccio paralizzato!”

Gli studenti continuano ad ascoltare attentamente il loro professore di psicologia: – “In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non è cambiato! Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante…

Lo stress e le preoccupazioni, sono come questo bicchiere d’acqua.

Piccole o grandi che siano, ciò che conta è quanto tempo dedichiamo loro. Se dedichiamo ad esse il tempo minimo indispensabile, la nostra mente non ne risente.

Se iniziamo a pensarci più volte durante la giornata, la nostra mente inizia ad essere stanca e nervosa. Se pensiamo continuamente alle nostre preoccupazioni, la nostra mente si paralizza!”

Il professore capisce, di avere la completa attenzione dei suoi studenti, e decide di concludere il suo ragionamento:

– “Per ritrovare la serenità, dovete imparare a lasciare andare lo stress e le preoccupazioni. Dovete imparare a dedicare loro il minor tempo possibile, focalizzando la vostra attenzione su ciò che volete, e non su ciò che non volete! Dovete imparare a mettere giù il bicchiere d’acqua!”



Questa storia fa riflettere in modo leggero a riguardo di alcuni stati mentali che possono essere vissuti in modo molto pesante dalle persone: lo stress, l'ansia e le preoccupazioni.

Ciò che risulta essere importante non è il numero di eventi negativi che viviamo, ma è il modo in cui noi li interpretiamo e il tempo che dedichiamo ad attività che possono generare ulteriore stress, ansia e preoccupazioni.

Il focus della nostra ansia e delle nostre preoccupazioni spesso diventa il topic più ricorrente nei nostri pensieri. In questo modo, potremmo arrivare a sentirci "paralizzati" e ciò potrebbe interferire con le nostre normali attività quotidiane.

Per non lasciarsi sopraffare da queste emozioni e stati mentali, bisogna imparare a dare la giusta attenzione ed elaborazione agli eventi che viviamo, alle emozioni correlate e alle nostre aspettative sul mondo.


Se non si riesce da soli in questo obiettivo, chiedere l'aiuto di un professionista è la miglior strada da intraprendere al fine di raggiungere un miglioramento del nostro benessere.