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TDoR, Giornata internazionale per ricordare le vittime di transfobia


Il TDoR, il Transgender Day of Remembrance, è una commemorazione istituita nel 1999 e cade il giorno 20 novembre. L'attivista transgender Gwendolyn Ann Smith introdusse questo evento in America per ricordare Rita Hester, il cui assassinio in Massachusetts diede avvio al progetto web "Remembering Our Dead", e nel 1999 a una fiaccolata a San Francisco.


Da allora il TDoR è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in più di 180 città e più di 20 paesi in Nord America, Europa, Asia, Africa e Oceania.


Le persone trangender vivono aggressioni, insulti, soprusi enormi e spropositati. Uno studio europeo riporta che tra 2669 persone transgender, il 79% di esse ha subito qualche forma di molestia sessuale e/o verbale nel corso della propria vita. Queste violenze hanno delle conseguenze terribili sulla salute fisica e psichica di queste persone.

Quali sono gli obiettivi principali del TDoR?


La Giornata internazionale per ricordare le vittime di transfobia ha come scopo quello di sensibilizzare la società su tali tematiche, con l’obiettivo di ridurre tali forme di violenza.

Nello specifico gli obiettivi sono:

  • sensibilizzare e informare sull’importanza delle differenze di genere;

  • promuovere una cultura delle differenze;

  • ricordare tutte le vittime di violenza e dar voce ai loro cari.


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Cos’è la Transessualità?


La transessualità è una delle possibili forme dell’identità di genere. Per spiegare quest’ultima è importante fare un passo indietro. Ognuno di noi è caratterizzato dalla propria identità sessuale, un’insieme di quattro diverse componenti che ci rendono unici nel nostro essere:


1) Sesso biologico:

rappresenta il sesso che abbiamo alla nascita, dato dagli aspetti cromosomici e genitali. Possiamo inquadrare tre possibili sessi biologici: uomo, donna e intersessuale (cioè quando non vi è, per esempio, una corrispondenza tra i cromosomi e i genitali);


2) Genere:

è dato da tutti quegli aspetti culturali, sociali e storici che definiscono il maschile e il femminile. Sono legati allo spazio e al tempo, infatti variano nel tempo e tra i luoghi del mondo. Una donna, per esempio, non ha le stesse possibilità in Italia e in Afghanistan, nè nel 2020 rispetto al 1930;


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3) Orientamento sessuale:

è dato da quell'attrazione sentimentale e fisica che ognuno prova verso un’altra persona. Le famose farfalle allo stomaco! Non si può parlare solo di un’attrazione sessuale, altrimenti corrisponderebbe ad un comportamento sessuale. Le tre varianti principali dell’orientamento sessuale sono: eterosessuale, quando l’attrazione è rivolta verso una persona di sesso opposto al nostro; omosessuale, quando l’attrazione è verso una persona dello stesso sesso; e bisessuale, quando quest’attrazione può essere indirizzata verso entrambi i sessi;


4) Identità di genere:

è rappresentata dal sentimento intimo e personale di sentirsi, in linea di massima, uomo o donna. Non coinvolge le altre persone, non è dato da una relazione, ma solo ed esclusivamente dal proprio sentire. Nel caso in cui questo essere non corrisponde al proprio sesso biologico avremo un’identità di genere transessuale, al contrario non sarà così nel caso in cui l’identità corrisponde al sesso biologico.

Quindi è possibile spiegare la transessualità con il concetto di identità di genere. È importante, però, chiarire che vi sono una pluralità di identità di genere e, per tale motivo, parliamo di Transgenderismi. Ad esempio ci sono persone che sentono di convivere bene con il loro apparato sessuale ma non aderiscono al genere e al ruolo di genere. In questo caso, ad esempio, la persona probabilmente farà delle cure ormonali (per la voce, per i peli etc) ma non sentirà l’esigenza di effettuare l’operazione per la ri-assegnazione del sesso. In altri casi quest’operazione è necessaria per vivere bene con se stessi.


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Cos’è la transfobia?


La transfobia è quell’insieme di sentimenti di odio e contrasto rivolti alle persone trans. Equivale a forme di violenza verbale, fisica e/o psicologica. Anche l’isolamento e l’esclusione sono forme di violenza. Numerosi, ad esempio, i casi in ambito lavorativo e professionale. Uno stereotipo diffusissimo è che le persone trans siano prostitute, inducendo quindi un isolamento e un’emarginazione totale.


È estremamente difficile definire le motivazioni alla base di tale violenza, ma è possibile ipotizzare l’unione di 4 fattori combinati:

  1. L'ignoranza: non essere a conoscenza del significato delle identità transgender, evidenza deducibile, ad esempio, dal linguaggio omofobico piuttosto che transfobico utilizzato per offendere e "violentare" queste persone;

  2. I bias istituzionalizzati: un sapere scorretto da parte delle istituzioni sulle questioni sessuali e di genere;

  3. La marginalizzazione: i sistemi sanitari non sono sufficientemente preparati ad accogliere le specifiche domande delle persone transgender;

  4. Il mantenimento del binarismo di genere: si è uomini o donne. Questo rappresenta un potente dispositivo ideologico che tende a "punire" coloro che mettono in crisi questa pericolosa credenza, con lo scopo di rimettere le cose al loro posto.

La Giornata internazionale per ricordare le vittime di transfobia ha un valore fondamentale e la sua diffusione rappresenta un forte strumento di contrasto e prevenzione della violenza di genere. Ma non basta!


Se stai attraversando un momento di difficoltà legato alla tua identità sessuale, o subisci forme di violenza, che a loro volta influenzano negativamente il tuo umore e la tua vita quotidiana, rivolgiti ad Unobravo: nel nostro team ci sono diversi professionisti specializzati in questo.




Dott.ssa Gabriella De Simone

Membro del team di Unobravo

Psicologa Psicoterapeuta sistemico-relazionale

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