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Violenza: non solo pugni ma anche parole

Aggiornato il: 19 nov 2019



Gli abusi possono essere considerati una vera e propria epidemia per quanto sono diffusi nella nostra società. Violenza verso il partner, abuso sui bambini o sugli adulti, grida e urla, minacce, manipolazioni, ghosting, o ricatti: tutti abusi in varie forme.


L'abuso fisico è l'atto di arrecare uno o più danni al corpo della vittima. Graffi, ferite, lividi, escoriazioni, rottura di ossa e organi. Può culminare in omicidio.

L'abuso sessuale è l'atto di coinvolgere la vittima in attività sessuali senza il suo consenso. La si può costringere fisicamente o la si può manipolare se non consapevole delle proprie azioni per via della giovane età o di una condizione psicofisica.


L'abuso verbale o psicologico è quello più diffuso in quanto non lascia tracce visibili e spesso non è compreso dalla vittima e talvolta nemmeno dal perpetratore dell'abuso, che può egli stesso sottovalutarne l'impatto e le conseguenze. La violenza psicologica è un insieme di atti, parole o ricatti morali, minacce e intimidazioni utilizzati come strumenti di costrizione o oppressione, per obbligare la vittima (o le vittime) ad agire contro la propria volontà ma secondo le volontà del perpetratore.


Ecco alcuni esempi con le spiegazioni di cosa potrebbe "spingere" il perpetratore ad arrecare, più o meno consapevolmente, violenza psicologica. Invito a leggerli tutti così da diventare più esperti nel riconoscerli il più velocemente possibile: prima si combatte il problema, meglio è!




  • Degradare o insultare la vittima - tutto ciò che può essere una minaccia alla superiorità del perpetratore, deve essere eliminato. Se lui/lei ti insulta, oppure più moderatamente, ad esempio, chiama "stupida" una tua idea invece ben pensata e argomentata, cosa accade in te-vittima? Ti senti "piccolo", ti "butti giù", ti senti umiliato invalidando così la possibilità di sentirti in quel momento un individuo che può essere stimato, ammirato, con un punto di vista diverso. Al contrario, mette il perpetratore in una posizione di forza.

  • Causare timore nella vittima - di conseguenza, può portare a dipendenza affettiva. Io-vittima ho paura di un qualcosa e mi affido al perpetratore per la mia protezione, perpetratore che di proposito, più o meno consapevolmente, ha "spinto" questa paura a nascere in me a questo scopo.

  • Gaslighting - tattica di manipolazione che fa uso per esempio di queste frasi: "non l'ho mai detto", "sei pazzo", "non è mai successo", "non è vero, lo hai immaginato tu" e tante altre. Queste frasi sono negazioni di realtà, che porta a voler distorcere e erodere la percezione della realtà della vittima, che può arrivare a mettere in dubbio i suoi ricordi e sensazioni. Questo può intaccare la fiducia in sé stessi, e tante volte il perpetratore lo sa e lo attua di proposito, così da essere, ancora, nella famosa posizione di forza. Può portare anche la vittima a non denunciare per abusi e maltrattamenti a causa di questo "gaslighting", percezione distorta di ciò che accade.

  • Diffamazione e isolamento della vittima - se il perpetratore non riesce a controllarti o a controllare il modo in cui ti comporti, vedi te stesso, agisci, può provare a controllare il modo in cui le altre persone vedono te, attraverso la diffamazione. Ciò può sabotare la tua reputazione e ciò che gli altri pensano di te e di conseguenza isolarti, isolamento nel quale vedrai il perpetratore come "tuo unico amico", o addirittura "salvatore".

  • Proibire, stalking e controllo della vittima - le persone che hanno necessità di manipolare, necessitano solitamente di mantenere il controllo della vittima in qualsiasi modo possibile. Ti isolano, mantengono il controllo dei tuoi social network e dettano legge sui luoghi e le persone che puoi o non puoi frequentare, spesso in nome dell'amore o della gelosia o della "giustizia". I perpetratori possono creare situazioni di conflitto "dal nulla", da piccole scuse, per farti sentire sbagliato e poi "ricattarti" con astuzia, facendoti fare ciò che desidera, come ad esempio rinunciare alle uscite con gli amici o eliminarti da un social network. Nel caso dello stalking, in caso la vittima si allontani dal perpetratore, spesso è "l'ultima spiaggia" di quest'ultimo che ha perso il controllo sulla vittima. E' una forma di abuso molto pericolosa che può sfociare in atti di violenza fisica e addirittura in omicidio.

  • Sminuire la vittima - la differenza tra una critica costruttiva e critica distruttiva sta nella presenza di attacchi personali o standard utopici, impossibili. Chi ti critica in modo distruttivo, non vuole aiutarti a migliorare, ma vuole che tu ti senta "piccolo", "non abbastanza", "non abbastanza bravo". Vuole inoltre che in background tu pensi "ne capisce tanto, io invece no e infatti ho sbagliato, quindi lui/lei è meglio di me". Questo fa sentire forte il perpetratore.

  • Umiliare o far vergognare la vittima - "dovresti vergognarti" è una delle "top ten". Può risultare una frase innocua in certi casi, invece in caso di abuso psicologico si tratta di utilizzare, da parte del perpetratore, le tue stesse ferite contro di te, di nuovo, per riportare lui/lei in una posizione di forza, nella quale controlla le tue emozioni e di conseguenza i tuoi comportamenti riuscendo così ad indurti ad agire come desidera.

  • Proiezione dei propri "peccati" sulla vittima - la proiezione è l'incapacità di rendersi conto delle proprie mancanze che porta a indirizzare la "colpa" verso la vittima, così da deviare la responsabilità di un comportamento o un tratto di personalità negativo attribuendolo all'altro. Un esempio è il partner che accusa ossessivamente la vittima di tradimento o di volontà di tradire, quando magari la situazione reale è ribaltata.

  • Fare in modo di far sentire male la vittima riguardo sé stessa - sottolineare sempre gli errori, le mancanze, le colpe della vittima, a lungo termine crea negatività, una percezione pessima di auto-efficacia, bassa autostima e vulnerabilità che di conseguenza possono far "attaccare" la vittima ancora di più al perpetratore, visto come invece quello bravo, adeguato, competente.

  • Ghosting - "sparire" dalla vita della vittima, in questo caso per un periodo delimitato nel tempo, ad esempio in seguito a un litigio nel quale il perpetratore ha accusato fortemente la vittima di errori, mancanze. La vittima viene messa in una situazione di vuoto totale nel quale si sentirà molto probabilmente in colpa per i suoi errori (o potenziali errori, secondo la visione del perpetratore) e "disarmata", in quanto non avrà la possibilità di mettersi in contatto con il lui che è "sparito". Il perpetratore, sa che in questo modo la vittima si starà pentendo dei propri errori e che in futuro sarà attenta a non ricommetterli, o meglio starà attenta a fare il volere del perpetratore.

  • Intimidire la vittima, minacciare o ricattare - la minaccia, il ricatto, hanno lo scopo di negare alla vittima un diverso punto di vista, tentando così di instillare paura rispetto alle conseguenze dell'essere in disaccordo o nel non rispettare le richieste del perpetratore. Se la reazione di qualcuno al tuo tracciare dei limiti o avere una richiesta o un'opinione diversa, è quella di minacciarti fino a farti desistere, che sia una minaccia vera e propria oppure una "minaccia velata", celata, fra le righe, è un chiaro segnale di allarme.

  • "Frecciatine" maligne - colpi psicologicamente aggressivi o maliziosi spacciati per battute simpatiche. Sapete quando si dice "scherzando si dice la verità"? Aggiungiamo che "scherzando" si può sfogare la rabbia e l'aggressività che si ha dentro. Se queste punzecchiature ti fanno sentire male continuamente, non sentirti tu "esagerato", ti confermiamo che sono veri e propri attacchi d'abuso psicologico.



Queste violenze possono sfociare in traumi psicologici e conseguenze che possono includere ansia, depressione, disturbo post-traumatico da stress e altre. Inoltre questi avvenimenti, soprattutto se prolungati nel tempo e quindi non sporadici, sono spesso correlati a una bassa autostima, bassa percezione di auto-efficacia, locus of control esterno e sofferenze di vario tipo. Un adeguato sostegno psicologico o psicoterapia può far tornare la fiducia in sé stessi che è venuta a mancare e a migliorare le proprie strategie relazionali e comunicative per affrontare al meglio queste e altre sfide che la vita ci propone.




Senti di essere o essere stata vittima di violenza psicologica e ne soffri le conseguenze? Contattaci per un incontro conoscitivo nel quale potremmo parlare in videochiamata delle tue difficoltà attuali e di un potenziale percorso insieme di empowerment psicologico.



Hai una relazione e hai individuato alcuni atteggiamenti del tuo partner in questo articolo e vuoi una mano a risolvere i vostri problemi? Compila il nostro questionario e ci metteremo in contatto con te il prima possibile.